giovedì 20 agosto 2026

Rubrica: Brevi Storie delle prog band minori (Capitolo III°) Part. IV° (Finch ) Olanda

Dalla teatralità drammatica e cantata dei Mona Lisa, ci spostiamo ora nei Paesi Bassi per incontrare una band che ha fatto una scelta radicale e vincente: eliminare completamente la parola per lasciare che fossero solo gli strumenti a parlare. Voliamo in Olanda per riscoprire i Finch, maestri assoluti del progressive rock interamente strumentale, capaci di unire una tecnica spaventosa a una fluidità melodica straordinaria.

Cover album  Beyond Expression - Finch 1976

Rubrica Storie delle prog band minori: Finch

Nel mondo del progressive rock, la voce è spesso usata come uno strumento aggiunto per narrare storie fantastiche o concept complessi. Ma cosa succede quando una band decide di fare a meno del cantante e di affidare l'intera narrazione solo a chitarre, tastiere, basso e batteria? La risposta sta nei Paesi Bassi dei metà anni '70, dove i Finch hanno dimostrato che la musica strumentale non deve essere per forza un sottofondo jazz-rock da intellettuali, ma può avere la stessa forza epica, la stessa dinamica e lo stesso impatto emotivo delle più grandi suite sinfoniche dei Genesis o degli Yes.

Il loro secondo album del 1976, "Beyond Expression", è il manifesto perfetto di questa filosofia: tre lunghe suite mozzafiato dove la noia non è semplicemente contemplata.

I quattro architetti del suono olandese

I Finch nascono nel 1974 a L'Aia, fondati dallo straordinario chitarrista Joop van Nimwegen e dal bassista Peter Vink (già attivo nei leggendari Q65). A completare la formazione del loro periodo d'oro troviamo il talentuoso tastierista Paul Vink (successivamente sostituito da Cleem Determeijer) e il batterista Beer Klaasse.

Il segreto dei Finch risiede nell'equilibrio perfetto tra due anime: da un lato l'amore per le strutture sinfoniche e i cambi di tempo tipici del prog classico, dall'altro un groove micidiale e un'energia ereditata dall'hard rock e dalla fusion. Questa combinazione rendeva i loro brani incredibilmente fluidi, privi di quei tempi morti che a volte affliggevano le band interamente strumentali dell'epoca.

Beyond Expression: La musica oltre le parole

Pubblicato nel 1976, Beyond Expression è un viaggio intenso diviso in tre sole mastodontiche tracce (A Passion Condensed, Scars on the Ego e Beyond the Bizzarre). Il titolo stesso suggerisce l'obiettivo della band: arrivare là dove le parole non riescono a esprimersi.

 La chitarra funambolica di Joop van Nimwegen: Joop è il vero motore trainante della band. Il suo stile unisce la pulizia melodica di Jan Akkerman (Focus) all'aggressività rock. I suoi assoli sono lunghi, complessi, ma sempre costruiti con un senso logico rigoroso, capaci di stampare in testa melodie memorabili pur senza un ritornello cantato.

 Le architetture di tastiere e basso: Le tastiere creano il perfetto contrappunto sinfonico alla chitarra, muovendosi tra pianoforte acustico, sintetizzatori guizzanti e organi ruggenti. Il tutto è sorretto dal basso distorto e pulsante di Peter Vink, che conferisce alle composizioni una spinta ritmica granitica e travolgente.

Ogni brano si sviluppa come una montagna russa emotiva, passando da passaggi delicati e prettamente classicheggianti a improvvise accelerate jazz-rock, fino a sfociare in maestosi finali sinfonici.

Un culto per gli amanti della tecnica e del cuore

I Finch pubblicheranno un terzo eccellente album, Galleons of Passion (1977), prima di sciogliersi alla fine del decennio a causa dei continui cambi di formazione e delle pressioni del mercato discografico, che ormai non vedeva di buon occhio le lunghe divagazioni strumentali.

Cover album Galleons of Passion - Finch 1977
Finch - Galleons of Passion

Nonostante una carriera relativamente breve, la band è rimasta un punto di riferimento assoluto per chiunque ami il prog strumentale. Beyond Expression non è solo una dimostrazione di virtuosismo tecnico, ma un album vivo, accessibile ed entusiasmante che dimostra come la musica, quando è scritta con questa classe, non abbia davvero bisogno di parole per raccontare una grande storia.

Un primo ascolto: Quì

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