sabato 1 agosto 2026

Legs on Wheels - Gobble 2026 (UK) Eclectic Prog


Cover album Gobble - Legs on Wheels 2026

Oltre il sipario del tempo: perché "Gobble" dei Legs on Wheels domina il Prog nel 2026

Quando si stila la classifica di fine anno per un genere monumentale (e a volte fin troppo accademico) come il progressive rock, il rischio è sempre quello di premiare la tecnica fine a se stessa o i nostalgici ritorni al passato. Nel 2026, però, una band di Manchester ha deciso di prendere le regole del tavolo, ribaltarlo e costringerci a ballare sulle macerie. Il primo posto della mia personale classifica, di quest'anno, andrà senza la minima esitazione, a Gobble, la seconda e dirompente prova sulla lunga distanza dei Legs on Wheels.

Se il loro debutto Legroom (2023) ci aveva mostrato una band promettente, Gobble è il momento in carena in cui il quintetto (Danny Murgatroyd, Alex Crumbie, George Roberts, Ged Hawksworth e Dean Stoloff) compie il definitivo salto di qualità, confezionando 44 minuti di assoluta, controllata e schizofrenica genialità.

Tra Zappa, XTC e i Gentle Giant: un'eredità digerita e risputata

La musica contenuta in Gobble è un organismo vivente e iperattivo. È "Eclectic Prog" nella sua accezione più pura e nobile. Immaginate i ricami barocchi e la complessità ritmica dei Gentle Giant, la spigolosità post-punk e l'ironia pop degli XTC, la follia dissacrante di Frank Zappa e la teatralità del primo Peter Gabriel. Eppure, i Legs on Wheels non suonano come dei semplici imitatori: hanno preso questo enorme calderone e lo hanno aggiornato per l'ascoltatore moderno, con un'attitudine "ADHD-coded" che non ti lascia un attimo di respiro.

La prima cosa che colpisce è l'incredibile pulizia sonora: la produzione e il mixaggio riescono nel miracolo di rendere intelligibile ogni singolo strato. E di strati ce ne sono tantissimi. Synth analogici che stridono, assoli di tastiera taglienti, armonie vocali stratificate e una sezione ritmica (basso e batteria) che viaggia a velocità intergalattiche, cambiando tempo ogni tre battute ma mantenendo sempre un groove micidiale.

Il viaggio traccia per traccia: dall'assurdo all'epico

L'album si sviluppa come un banchetto surreale sin dal titolo ("Gobble" dopotutto significa "ingozzarsi", "divorare").

 L'apertura è affidata a Oysters On The Half Shell, un manifesto programmatico che aggredisce l'ascoltatore con un'energia frenetica, mettendo subito in chiaro che i confini della forma-canzone tradizionale qui sono banditi.

 Si passa poi attraverso le bizzarrie aliene di A.P.E.S. e il piglio contagioso di Winner Winner e Peekaboo, tracce brevi ma densissime, dove la band dimostra una dote rara nel prog moderno: la capacità di scrivere ritornelli irresistibili e memorabili pur dentro a strutture ritmiche impossibili.

 La parte centrale tocca vette di puro godimento strumentale con Waiting For His Drowning e la spaventosa Centipede, quest'ultima impreziosita da un assolo di tastiera di George Roberts che definire devastante è riduttivo. Quando la tensione si fa infernale in Dinnertime For Rat, capisci che la band non ha paura di sporcarsi le mani con atmosfere cupe e spigolose.

La suite definitiva: Masteroid

Il vero capolavoro nel capolavoro, però, è la traccia di chiusura. Nessun album prog degno di questo nome può dirsi completo senza una suite di oltre dieci minuti, e Masteroid (10:47) adempie al compito in modo magistrale. I testi, immaginifici e a tratti dadaisti (ma mai vuoti, anzi ricchi di metafore sull'ipocrisia umana e sul senso dell'esistenza), si esauriscono nella prima metà del brano. Da lì in poi, la band si lancia in una cavalcata strumentale fantascientifica. Sembra di correre dentro a una griglia al neon, schivando ostacoli a folle velocità, finché la traccia non si decompone in un finale psichedelico, dilatato e sognante, dominato dal feedback di un loop di nastro, lasciando l'ascoltatore a fluttuare nello spazio profondo.

"Gobble"  è la dimostrazione che il progressive rock non ha bisogno di guardarsi indietro per essere grandioso. Ha bisogno di audacia, di ironia e di una spaventosa dose di talento.

Perché è il numero uno del 2026?

In questo  2026 ho ascoltato ottimi dischi, produzioni imponenti e ritorni di fiamma. Ma nessuno ha avuto il coraggio, la gioia contagiosa e la freschezza dei Legs on Wheels. Gobble è un album che richiede più ascolti per essere assimilato, che diverte, che spiazza e che si rifiuta categoricamente di essere noioso o pretenzioso. È la dimostrazione che la complessità musicale può (e deve) essere esaltante e divertente.

Lo troverete in cima alla mia personalissima classifica dei "The Best Albums Progressive" del 2026 che sarà pubblicata come al solito all'inizio del nuovo anno.

Se cercate il solito clone dei Pink Floyd o dei Genesis, cercate altrove. Se volete sentire dove sta andando il futuro del rock progressivo, Gobble è la vostra unica, imprescindibile destinazione. Primo posto meritatissimo.

Nino A.

Un primo ascolto: Quì

Buy: Qui

Nessun commento:

Legs on Wheels - Gobble 2026 (UK) Eclectic Prog

Oltre il sipario del tempo: perché "Gobble" dei Legs on Wheels domina il Prog nel 2026 Quando si stila la classifica di fine anno ...