giovedì 27 agosto 2026

Rubrica: Brevi Storie delle prog band minori (Capitolo IV°) Part. V° (Argentina) Espìritu

Dalla Danimarca torniamo in Sud America, e più precisamente in Argentina, per chiudere in bellezza questa quarta cinquina. Se i Crucis rappresentavano l'anima più elettrica e virtuosistica del prog argentino, gli Espíritu ne incarnano il lato più poetico, spirituale e profondamente lirico. E proprio come i loro connazionali, anche questi straordinari musicisti portano nel proprio DNA un'inconfondibile "anima italiana", fatta di melodie solari, intrecci acustici e quella drammaticità appassionata tipica della nostra scuola sinfonica.


Cover album Crisalida - Espiritu 1975

Rubrica: Brevi Storie delle prog band minori: Espíritu

 Nel panorama del rock progressivo sudamericano degli anni '70, l'Argentina ha saputo sviluppare una sensibilità unica, capace di coniugare la complessità delle strutture europee con un calore umano travolgente. Se gruppi come i Crucis puntavano sull'aggressività e sul virtuosismo ritmico, gli Espíritu hanno scelto la strada della poesia, della luce e del lirismo spirituale.

 Autori nel 1975 di un debutto memorabile intitolato "Crisalida", questo quintetto di Buenos Aires ha firmato uno dei concept album più emozionanti dell'intero continente, con una spiccata affinità stilistica ed emotiva verso la grande scuola del Prog Rock Italiano.

 Dalle radici latine alla luce di Buenos Aires

 Gli Espíritu si formano nei primi anni '70 per iniziativa del chitarrista e compositore Osvaldo Favrot e del cantante Fernando Bergé. La formazione classica che darà vita al primo album si completa con il tastierista Gustavo Fedel, il bassista Claudio Martinez e il batterista Carlos Goler.

 Fin dai loro esordi dal vivo, la band si distingue per l'incredibile cura degli arrangiamenti e per la ricerca di un sound che non fosse una semplice replica del prog britannico. Gli Espíritu volevano raccontare storie profonde, legate alla metamorfosi dell'anima, alla speranza e alla ricerca interiore, trovando nella lingua spagnola un veicolo espressivo perfetto, caldo e declamatorio.

Crisalida: L'anima italiana nel cuore dell'Argentina

 Pubblicato nel 1975, Crisalida è un concept album incentrato sul ciclo della vita e sulla trasformazione spirituale (rappresentata appunto dalla crisalide che si schiude). Fin dalle prime note è impossibile per un ascoltatore italiano non cogliere una fortissima affinità elettiva con band nostrane come la Premiata Forneria Marconi (quella di Storia di un minuto), i Celeste o le trame più delicate del Banco del Mutuo Soccorso.

 L'anima italiana emerge con forza in diversi elementi:

La vocalità appassionata e teatrale: La voce di Fernando Bergé possiede quel lirismo limpido e drammatico tipico dei grandi cantanti del nostro prog. Non c'è la freddezza accademica di certo prog nordeuropeo, ma un canto aperto, viscerale, ricco di pathos e dinamica.

Gli intrecci acustici e pastorali: I dialoghi tra la chitarra classica ed elettrica di Osvaldo Favrot e il flauto (che fa delicate apparizioni) evocano immediatamente le atmosfere bucoliche e soleggiate della PFM, creando momenti di rara poesia sensoriale.

 Cattedrali di tastiere e melodia sempre al centro: Gustavo Fedel tesse trame avvolgenti all'organo Hammond, al Mellotron e al pianoforte. Ma la tecnica non è mai fine a se stessa: ogni cambio di tempo, ogni fuga di tastiere sfocia sempre in un'apertura melodica memorabile e luminosa.

 L'album si sviluppa come un unico flusso sonoro diviso in più parti (tra cui spiccano le splendide Hay un Mundo Luminoso ( e il brano d'apertura La Casa de la Mente), dove momenti di quiete acustica si alternano a improvvise ed epiche esplosioni sinfoniche.

 Una meteora di rara bellezza

 Nonostante il grandissimo successo di pubblico e critica ottenuto con le esibizioni dal vivo al Luna Park di Buenos Aires, le crescenti tensioni politiche in Argentina e le divergenze interne portarono a continui cambi di formazione. La band pubblicherà altri quattro album negli anni successivi (Libre Y Natural nel 1976, Espíritu III nel 1982, En movimiento nel 1983 e Fronteras Màgicas nel 2003), ma la magia pura e irripetibile racchiusa nei solchi di Crisálida rimarrà ineguagliata.

 Crisálida è la prova di come il rock progressivo sia stato una grande lingua madre europea in grado di valicare gli oceani per ritrovare, nell'abbraccio caldo dell'Argentina, quell'anima solare, mediterranea e poetica che continua a far battere il cuore dei collezionisti di tutto il mondo.

Un primo ascolto: QUI

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