giovedì 20 agosto 2026

Rubrica: Brevi Storie delle prog band minori (Capitolo III°) Part. I° (Kyrie Eleison) Austria

Cover album  The Fountain Beyond Sunrise - Kyrie Eleison 1976
Kyrie Eleison - The Fountain Beyond Sunrise

Rubrica: Brevi Storie delle prog band minori: Kyrie Eleison

Quando si esplora la mappa del progressive rock europeo degli anni '70, l'Austria viene spesso considerata una terra di passaggio, schiacciata tra il Krautrock sperimentale della Germania e le aperture sinfoniche dell'Italia. Eppure, proprio a Vienna, un gruppo di musicisti ha dato vita a una delle risposte più maestose, drammatiche e fedeli al sound dei Genesis dell'era Peter Gabriel. Loro sono i Kyrie Eleison e il loro album del 1976, "The Fountain Beyond Sunrise", è un Santo Graal del prog sinfonico continentale.

Il teatro delle ombre a Vienna

I Kyrie Eleison si formano nel 1974 su iniziativa del tastierista Gerald Krampl, vero motore compositivo del gruppo. Insieme a lui, la formazione classica vede Michael Schubert alla voce, Manfred Drapela alle chitarre, Norbert Morin al basso e Karl Novotny alla batteria.

Ciò che distingueva i Kyrie Eleison dalla stragrande maggioranza delle band austriache coeve era la loro totale dedizione al Concept: i loro concerti non erano semplici esibizioni musicali, ma veri e propri spettacoli teatrali ricchi di costumi, maschere, effetti visivi e cambi di scena. Una forte impronta visiva che rifletteva perfettamente l'ambizione della loro musica.

The Fountain Beyond Sunrise: Un capolavoro di drammaticità e Mellotron

Pubblicato nel 1976 in modo totalmente indipendente e in una tiratura che definire microscopica è poco, The Fountain Beyond Sunrise è un disco che ignora deliberatamente l'avvento del punk o la semplificazione delle strutture musicali. L'album è composto da lunghe suite guidate da una narrazione complessa e affascinante.

 La teatralità vocale: Michael Schubert non nasconde la sua enorme ammirazione per Peter Gabriel. La sua voce è espressiva, istrionica, capace di passare da sussurri evocativi a improvvisi slanci drammatici, cantando rigorosamente in inglese per dare un respiro internazionale al progetto.

 Le cattedrali di tastiere di Krampl: Gerald Krampl erige muri sonori maestosi. Il suo arsenale, dominato da un uso orchestrale e massiccio del Mellotron e del sintetizzatore, dialoga costantemente con la chitarra arpeggiata e solista di Drapela. I cambi di tempo sono continui, ma sempre legati a un filo conduttore melodico che cattura l'ascoltatore.

Il sound complessivo richiama inevitabilmente le atmosfere di capolavori come Nursery Cryme o Foxtrot, ma arricchito da una malinconia tipicamente mitteleuropea che rende il disco un'esperienza unica e non una semplice copia.

Il destino di una perla nascosta

Come purtroppo accaduto a molte delle band di questa rubrica, la mancanza di un supporto da parte di una major e la distribuzione puramente locale condannarono i Kyrie Eleison all'anonimato commerciale. La band registrò altro materiale (successivamente pubblicato in raccolte postume come The Blind Windows Suite), ma la spinta iniziale si esaurì verso la fine del decennio.

Oggi, le pochissime copie originali in vinile di The Fountain Beyond Sunrise sono scambiate a cifre astronomiche tra i collezionisti. La riscoperta in formato CD ha però restituito agli appassionati un album immenso, un ascolto obbligatorio per chiunque voglia scoprire come la magia del prog teatrale e sinfonico abbia saputo trovare una via magnifica e decadente anche tra i palazzi storici di Vienna.

Un primo ascolto: Quì

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