Wigwam (Finlandia)
Dalla Svezia ci spostiamo di poco, attraversando il Mar Baltico per approdare in Finlandia. Parlare dei Wigwam significa raccontare la storia di una band che in patria è considerata una leggenda assoluta (una sorta di monumento nazionale del rock), ma che nel resto d'Europa è rimasta intrappolata nello status di "culto per pochi".
La loro particolarità? Pur venendo dalla fredda Finlandia, sono riusciti a creare un sound caldissimo, che sembrava geneticamente modificato con il DNA della scena britannica di Canterbury.
Rubrica Storie delle prog band minori: Wigwam
Se c’è una nazione che oggi associamo immediatamente al metal sinfonico o alle sonorità più oscure, quella è la Finlandia. Ma nei primi anni '70, la terra dei mille laghi era un laboratorio incredibile per il rock progressivo. In cima a questa piramide creativa c’erano i Wigwam, nati a Helsinki nel 1968.
Mentre molte band scandinave dell'epoca cercavano di emulare il suono duro dei Deep Purple o il sinfonismo dei Genesis, i Wigwam scelsero una strada bizzarra e raffinatissima: presero la malinconia tipica del Nord Europa e la mescolarono con l'eccentricità, il jazz-rock e l'ironia del "Canterbury Sound" inglese (quello di Caravan e Soft Machine).
La doppia anima della band
Il segreto del sound dei Wigwam risiedeva nello scontro - e nel perfetto bilanciamento - tra due fortissime personalità artistiche, entrambe alle tastiere e alla voce: Jukka Gustavson e Jim Pembroke (quest'ultimo britannico di nascita, ma trasferitosi in Finlandia).
Gustavson era l'anima più squisitamente "progressive", filosofica e legata al jazz d'avanguardia; i suoi arrangiamenti all'organo Hammond erano complessi, densi e spirituali. Pembroke, d'altro canto, era il genio della melodia pop-art, capace di scrivere canzoni oblique, ironiche e malinconiche. Insieme al virtuoso del basso Pekka Pohjola (un altro musicista monumentale che attirerà persino l'attenzione di Mike Oldfield), i Wigwam crearono un melting pot sonoro unico al mondo.
Il Capolavoro Sconosciuto: Being (1974)
Nato principalmente dalla mente di Jukka Gustavson, Being è un concept album profondo, politico e filosofico che critica gli eccessi della società occidentale. Musicalmente è un labirinto: l'ascoltatore viene proiettato in un flusso continuo dove canzoni pop surreali si infrangono contro improvvisazioni jazz, aperture orchestrali e un uso dei sintetizzatori che all'epoca era fantascienza. È un disco denso, che richiede più ascolti per essere compreso, ma che ripaga con una bellezza abbagliante.
Il salto internazionale e il paradosso di Nuclear Nightclub
Nel 1975 esce "Nuclear Nightclub". Il disco è un successo clamoroso: la critica inglese li definisce "la miglior band del mondo dopo i Steely Dan e i Traffic". Il sound è un art-rock melodico, trascinante, guidato da chitarre pulite e tastiere sfolgoranti. Sembrava l'inizio di una gloriosa carriera internazionale, ma la sfortuna commerciale, la scarsa attitudine della band a promuoversi nei lunghi tour europei e l'arrivo imminente della tempesta punk frantumarono il sogno. I Wigwam rimasero dei giganti, ma confinati entro i confini della Scandinavia.
I tre dischi per iniziare il viaggio
Fairyport (1971)
Being (1974)
I Wigwam hanno dimostrato che il progressive rock non doveva per forza essere accademico o rigidamente barocco: poteva essere strano, ironico, caldo e incredibilmente elegante. Una gemma nordica che aspetta solo di essere riscoperta.
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