giovedì 27 agosto 2026

Rubrica: Brevi Storie delle prog band minori (Capitolo IV°) Part. III° (Brasile) Bacamarte

 Dalla Germania ci spostiamo nel cuore del Sud America. Se l'Argentina ha avuto nei Crucis la sua punta di diamante, il Brasile ha risposto con una band capace di firmare quello che da molti collezionisti è considerato uno dei più grandi capolavori del progressive rock mondiale degli anni '80 (sebbene scritto nel decennio precedente): i Bacamarte e il loro leggendario album "Depois Do Fim".

Cover album  Depois do Fim - Bacamarte 1983

Rubrica: Brevi Storie delle prog band minori: Bacamarte

Ci sono album che sembrano benedetti da una magia irripetibile. Opere nate in contesti apparentemente sfavorevoli che, una volta incise su solco, riescono a superare qualsiasi prova del tempo, trasformandosi in leggenda. Nel panorama del progressive rock sudamericano, nessun disco incarna questa parabola con maggiore forza di "Depois Do Fim" dei brasiliani Bacamarte.

Composto quasi interamente alla fine degli anni '70 dal giovanissimo virtuoso della chitarra e polistrumentista Mário Neto, ma pubblicato solo nel 1983 a causa del disinteresse delle grandi case discografiche, questo album è un uragano di perizia tecnica, lirismo latino e foga sinfonica.

La visione di Mário Neto a Rio de Janeiro

La storia dei Bacamarte ha origine a Rio de Janeiro nel 1974. Il leader indiscusso del progetto è Mário Neto, un chitarrista dal talento mostruoso che a soli sedici anni ha già chiarissimo in testa il suono della sua band: una sintesi perfetta tra il prog sinfonico di matrice britannica (Yes, Genesis, Gentle Giant), il virtuosismo della musica classica e la travolgente energia ritmica della tradizione musicale brasiliana.

Attorno a sé Neto raduna musicisti straordinari, tra cui spiccano il tastierista Sergio Villarim, il flautista Marcus Moura e la giovanissima cantante Jane Duboc, dotata di un timbro vocale limpido, potente e di un'estensione impressionante.

L'album viene registrato nel 1977, ma la dittatura militare ancora presente nel paese e la totale chiusura delle major discografiche verso la musica complessa bloccano il master in un cassetto per ben sei anni. Sarà lo stesso Neto, nel 1983, a rilevare i diritti e a stampare l'album in modo indipendente.

Depois Do Fim: Un incanto sonoro

Ascoltare Depois Do Fim è un'esperienza travolgente. L'album è un susseguirsi di dinamiche mozzafiato dove la velocità esecutiva non va mai a discapito della melodia e dell'emozione.

 I fuochi d'artificio di Mário Neto: Il lavoro chitarristico di Neto è semplicemente strabiliante. I suoi arpeggi di chitarra classica si alternano a assoli elettrici fulminei, caratterizzati da una precisione millimetrica e da un gusto per il contrappunto che attinge a piene mani da Bach e Villa-Lobos.

 Flauto, tastiere e la voce di Jane Duboc: Il flauto di Marcus Moura dà un tocco pastorale ed etereo alle composizioni, mentre le tastiere di Villarim creano ricchi tappeti d'organo e sintetizzatore. Sopra questo intreccio perfetto svetta la voce di Jane Duboc, che canta in portoghese con una passione e un lirismo che lasciano a bocca aperta, specialmente negli interventi vocali del monumentale "Entardecer".

La sezione ritmica sorregge il tutto con tempi dispari continui e una pulsazione quasi latina che dà alla musica una spinta propulsiva unica.

Un monumento del prog mondiale

Nonostante la pubblicazione tardiva nel 1983, quando ormai il punk e la new wave dominavano la scena globale, l'impatto di Depois Do Fim fu devastante nell'ambiente degli appassionati. Il passaparola valicò rapidamente i confini del Brasile, trasformando il disco in un oggetto di culto assoluto in Europa e in Giappone.

Oggi, i Bacamarte sono universalmente riconosciuti come uno dei punti più alti mai raggiunti dal rock progressivo sudamericano. Depois Do Fim è un capolavoro di rara intensità, un ascolto imperdibile che aggiunge una luce caldissima e abbagliante a questa nostra rubrica.

Un primo ascolto: QUI

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