mercoledì 22 luglio 2026

Steve Hackett & Steve Rothery - The Roaring Waves 2026 (UK)

                                              Steve Hackett & Steve Rothery

Cover album  The Roaring Waves - Steve Hackett & Steve Rothery 2026

Quando il Cerchio si Chiude: "The Roaring Waves" e la Profezia di Genesis-Marillion

Nel 2008, quando ho concepito questo blog e ho deciso di unire nel nome Genesis e Marillion, nella mia mente non c’era solo la celebrazione di due delle band più straordinarie della storia della musica. C’era un’idea precisa, una visione: raccontare un filo rosso invisibile ma indistruttibile. Quello che lega il rock progressivo classico e teatrale degli anni '70 alla sua rinascita emotiva e moderna, il neo-prog, capace di traghettare quel fuoco sacro fino ai giorni nostri.

Per anni, quel trattino tra i due nomi ha rappresentato un ponte ideale. Oggi, a distanza di tanto tempo, quel ponte è diventato solido, di pietra e corde di chitarra.

Questo prossimo agosto accadrà qualcosa che va oltre la semplice collaborazione: uscirà un intero album a quattro mani firmato da Steve Hackett e Steve Rothery, intitolato The Roaring Waves. Non un’apparizione fugace in un brano altrui, ma un progetto comune, un manifesto sonoro. Per questo blog, e per chi lo legge, è la chiusura di un cerchio perfetto. È la conferma che quell’intuizione nata anni fa non era solo un accostamento suggestivo, ma una verità storica latente.

I Genesis e l'Ambiziosa Architettura del Sogno

Per capire l'impatto di questa unione, bisogna fare un passo indietro e tornare alle radici della nostra passione. I Genesis degli anni '70 hanno ridefinito i confini di ciò che la musica rock poteva osare. Non si trattava solo di canzoni, ma di vere e proprie suite d'avanguardia, dove la musica classica, il folk pastorale inglese e la teatralità più spinta si fondevano in un unico corpo.

 L'approccio geometrico e sognante: Brani come Supper's Ready o Firth of Fifth hanno ridefinito il concetto di struttura musicale.

 Il tocco di Steve Hackett: Con il suo uso pionieristico del tapping e dell'archetto, Hackett non cercava il virtuosismo fine a se stesso, ma dipingeva affreschi sonori. La sua chitarra era una voce narrante, capace di evocare castelli incantati o brughiere nebbiose.

I Genesis hanno dato al progressivo la sua dignità accademica e la sua massima ambizione concettuale, lasciando un'eredità che sembrava troppo pesante per essere raccolta.

I Marillion e la Scintilla del Neo-Prog: Nuova Linfa al Genere

Quando gli anni '80 arrivarono con la loro ondata synth-pop e l'immediatezza della new wave, molti decretarono la morte del prog. Ma la musica che ha un'anima non muore: si rigenera. È qui che entrano in gioco i Marillion.

Lungi dall'essere semplici cloni, i Marillion hanno preso il testimone dei Genesis e lo hanno immerso in un bagno di emotività moderna, urgenza lirica e sonorità taglienti. Hanno dimostrato che il progressive poteva ancora graffiare, commuovere e, soprattutto, rinnovarsi.

 Il lirismo di Steve Rothery: Se Hackett è il pittore delle atmosfere, Rothery è il custode della melodia straziante. I suoi assoli (basti pensare a Easter o Sugar Mice) sono lezioni magistrali di espressività: ogni nota pesa come un macigno, ogni bending tocca una corda dell'anima.

I Marillion non hanno solo tenuto in vita il genere; lo hanno traghettato verso il futuro, esplorando nei decenni successivi - e fino ai giorni nostri - territori sempre più intimi, rock e sperimentali.

"The Roaring Waves": l'Incontro dei due Steve

L'annuncio di The Roaring Waves per il prossimo mese di agosto non è quindi un evento di cronaca musicale come gli altri. È un evento epocale. Vedere i due architetti sonori di Genesis e Marillion unire le forze per un intero album significa assistere all'abbraccio definitivo tra due ere geologiche del prog.

Cosa dobbiamo aspettarci da questo incontro al vertice?

Da un lato, la ricerca timbrica, il gusto per l'antico e l'onirico di Hackett; dall'altro, il suono cristallino, avvolgente e malinconico di Rothery. Le loro chitarre non si sfideranno in un duello di velocità, ma dialogheranno, intrecciando le onde di quel mare sonoro che dà il titolo all'album.

Orgoglio Progressivo: Dal 2008 a Oggi

Quando nel 2008 ho battezzato questo spazio genesis-marillion, volevo proprio questo: dimostrare che il rock progressivo non è un fossile da museo, ma un fiume in piena che continua a scorrere.

The Roaring Waves sembra quasi voler firmare e suggellare il manifesto programmatico di questo blog. La musica dei Genesis e dei Marillion ha condiviso la stessa ambizione: non accontentarsi del già sentito, elevare l'ascoltatore, trasformare un album in un viaggio.

Ad agosto le onde di Hackett e Rothery si infrangeranno sui nostri giradischi e sui nostri lettori. E noi saremo qui, come sempre, pronti a lasciarci travolgere, fieri di aver visto lungo quando tutto questo era solo un bellissimo sogno nel nome del progressive.

Un primo ascolto (official video) Quì

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lunedì 20 luglio 2026

Le Vite Parallele - Dimensioni Solari (1969-'70) Proto Prog Italy (2026)

 

Cover album Dimensioni Solari - Le Vite Parallele 1969-'70

Un tesoro nascosto del prog italiano: "Dimensioni Solari" delle Vite Parallele

Ci sono scoperte che riscrivono la storia della nostra musica, e la pubblicazione di "Dimensioni Solari" è senza dubbio una di queste. Parliamo di un vero e proprio "concept album" rimasto letteralmente sepolto per oltre cinquant'anni: registrato a Milano a cavallo tra il 1969 e il 1970, questo lavoro non aveva mai visto la luce prima d'ora.

Alle radici della sinfonia rock

Il progetto, nato dall'intuizione del cantante Enzo Maolucci, prese forma nella leggendaria "Basilica" (lo studio di registrazione di Mina) e poté contare su collaborazioni di primissimo piano. Gli arrangiamenti portano la firma prestigiosa di Nando De Luca – figura chiave della musica leggera italiana, già dietro al successo di Azzurro – mentre la produzione sfiorò la pubblicazione per la celebre etichetta Numero Uno di Sandro Colombini.

A rendere l'opera un cult assoluto c'è anche la splendida copertina d'epoca realizzata da Tullio Rolandi. Un artwork talmente d'impatto che persino Alberto Radius, folgorato dalla sua bellezza, decise di ingaggiare lo stesso artista per la storica copertina di Dies Irae della Formula Tre.

L'anello di congiunzione del Prog

Inserito nel contesto del 1970, quando il rock progressivo italiano muoveva ancora i primissimi passi, "Dimensioni Solari" rappresenta un pezzo di puzzle fondamentale e fino a oggi mancante.

Musicalmente, il disco si sviluppa su strutture agili e tracce non troppo lunghe, ma impreziosite da una forte vena melodica, ricami tastieristici d'avanguardia e sfumature barocche. C'è già tutto il DNA di quello che, di lì a poco, sarebbe diventato il prog sinfonico nostrano. Resta un mistero come un'opera di tale portata sia potuta rimanere nell'ombra per così tanto tempo.

L'edizione fisica

L'album torna in vita in un'edizione da collezione limitata a sole 500 copie. Il formato è un papersleeve deluxe arricchito da un grande poster interno, perfetto per approfondire le vicende del gruppo e ammirare gli splendidi bozzetti grafici originali dell'epoca.

Tracklist

1. Strega d’aprile

2. Il buco nel muro

3. Sui balzi rossi

4. Per Mike McCoy

5. In questa selva

6. Croce pesante

7. Per Deola

8. I dabi lama linde

9. La vecchia e la storia

10. Scimmie nude

11. Calci in faccia

12. Di Erika

13. Le mele d’oro

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Buy: Quì


sabato 18 luglio 2026

Il Progressive Rock Attraverso i Decenni (2020 - 2026) Capitolo Sesto

  Welcome to my blog! Below you will find a deep dive into this progressive rock gem. While the text is in Italian, you can easily use your browser's translation tool to follow along. Let's celebrate the great history of prog music together!

2020 - 2026 I Migliori Album

I Migliori Album Rock Progressivo dal 2020 al 2026

Negli ultimi anni il rock progressivo ha continuato a rinnovarsi, mettendo in scena produzioni di grande qualità che uniscono virtuosismo tecnico, testi riflessivi e sonorità complesse. Le scelte che seguono, suddivise per anno dal 2020 al 2026, rappresentano alcune delle uscite considerate oggi tra le più significative per il genere.

Il criterio di selezione si basa sui riconoscimenti ufficiali, l’apprezzamento da parte della critica e il consenso del pubblico. L’elenco segna traguardi importanti nella continua evoluzione della scena progressiva contemporanea.

2020: Caligula's Horse – "Rise Radiant"

Cover Album Rise Radiant - Caligula's Horse 2020

Con "Rise Radiant", i Caligula's Horse hanno saputo regalare al pubblico un album caratterizzato da un mix equilibrato di melodie avvolgenti e virtuosismi strumentali tipici del rock progressivo moderno. Pubblicato nel 2020, il disco si distingue per un approccio innovativo alla tradizione del genere, integrando elementi sinfonici e neoclassici che corrispondono a una ricerca raffinata nella scrittura musicale.

Le sonorità si evolvono tra passaggi energici e momenti contemplativi, offrendo una narrazione sonora che conduce l’ascoltatore in un viaggio emozionale. La cura nella produzione e la profondità dei testi hanno fatto sì, che "Rise Radiant" si imponga oggi come uno degli album di riferimento per chi vuole scoprire il progressive rock contemporaneo.

2021: The Neal Morse Band – "Innocence & Danger"

Cover Album Innocence & Danger - The Neal Morse Band 2021

Nel 2021 arriva "Innocence & Danger" dei The Neal Morse Band, un progetto che continua la tradizione di album concettuali e ben studiati. Questo disco, frutto della sapiente fusione tra melodie classiche e arrangiamenti moderni, si caratterizza per atmosfere che oscillano tra l’epico e il personale.

I testi affrontano tematiche di redenzione, speranza e conflitto interiore, seducendo chi è in cerca di storie profonde raccontate tramite musiche complesse e coinvolgenti. La The Neal Morse Band si conferma nel 2021 con questo album, che unisce l’esperienza di una band affermata ad un innovativo sguardo sul progressive rock, facendo emergere il valore del genere come veicolo di emozioni autentiche e riflessioni sulla condizione umana.

2022: Coheed and Cambria – "Vaxis – Act II: A Window of the Waking Mind"

Cover Album – Vaxis – Act II: A Window of the Waking Mind - Coheed and Cambria 2022

I Coheed and Cambria, noti per le loro epopee narrative e per i concept album, hanno regalato al pubblico progressivo nel 2022 "Vaxis – Act II: A Window of the Waking Mind". Questo album è il secondo capitolo di una saga ambiziosa, in cui la band riesce a coniugare storie futuristiche a una musica ricca di dinamiche e sperimentazioni sonore.

L’album si distingue per la capacità di creare un universo coerente e articolato, dove ogni traccia contribuisce alla costruzione di un racconto complesso. L’approccio narrativo e musicale conferma il posto di Coheed and Cambria tra le band leader del rock progressivo moderno, in grado di catturare l’attenzione di un pubblico globale grazie all’equilibrio tra tecnica, emozione e innovazione concettuale.

2023: Haken – "Fauna"

Cover Album Fauna - Haken 2023

Con "Fauna", gli Haken esplorano territori inusuali, unendo complessità tecnica e melodie avvolgenti. L’album è stato elogiato per la sua struttura sofisticata e la capacità di fondere momenti di intensa virtuosità con passaggi più lirici ed emozionali.

Nel 2023, gli Haken hanno saputo rinnovarsi, offrendo un contributo innovativo che spinge il progressive rock verso nuove frontiere pur rimanendo fedele alla sua eredità.

2024: Beardfish – "Songs For Beating Hearts"

Cover Album Songs For Beating Hearts - Beardfish 2024

Il 2024 segna il tanto atteso e trionfale ritorno degli svedesi Beardfish con "Songs For Beating Hearts". Dopo anni di silenzio, la band si ripresenta sulle scene con un album intimo e straordinariamente ispirato, capace di toccare corde emotive profonde.

Il disco si muove magistralmente tra delicate ballate malinconiche e suite progressive complesse, ricche di quell'ironia e di quel calore tipici del sound anni '70 che da sempre contraddistinguono il gruppo. Con melodie accattivanti e una sezione strumentale impeccabile ma mai fine a se stessa, i Beardfish dimostrano che il progressive rock sa essere tanto cerebrale quanto viscerale, regalando un'opera che pulsa di vita e passione in ogni singola nota.

2025: Spock's Beard – "The Archaeoptimist"

Cover Album The Archaeoptimist - Spock's Beard 2025

"The Archaeoptimist" rappresenta il ritorno innovativo degli Spock's Beard, che nel 2025 propongono un album dallo spirito avventuroso e con melodie riccamente stratificate. La band ha saputo combinare il classico Progressive con influenze moderne, creando una narrazione musicale che conquista sia i veterani che il nuovo pubblico.

Il lavoro è stato celebrato per la sua capacità di rinnovare il genere, mantenendo un legame solido con le radici del prog rock.

2026: The Neal Morse Band – "L.I.F.T."

Cover Album L.I.F.T. - The Neal Morse Band 2026

Concludendo questo percorso cronologico, il 2026 vede la "NMB" presentare "L.I.F.T.", una produzione che incarna perfettamente la capacità del rock progressivo di reinventarsi nel tempo. L’album si caratterizza per un sound maturo, dove la ricchezza degli arrangiamenti e l’accuratezza nella scrittura musicale creano un’atmosfera sospesa tra passato e futuro.

"L.I.F.T." si propone come un viaggio attraverso echi sonori capaci di evocare le radici del genere, pur introducendo nuove sfumature di modernità. La cura nella scelta delle sonorità, unita a testi che offrono spunti di riflessione profonda, posiziona questo album tra le uscite più attese e celebrate del panorama progressivo moderno, confermando l’impegno costante della band nel mantenere viva la tradizione e nel contribuire all’evoluzione del genere.

Conclusioni

La selezione di questi sette album, ognuno rappresentativo di un anno diverso, testimonia la vivacità e la continua innovazione che caratterizzano il rock progressivo dagli inizi degli anni 2020 fino al 2026. Ogni disco non è soltanto un prodotto discografico, ma il risultato di una profonda voglia di sperimentare e di spingere oltre i confini della musica, unendo tecnica, passione e una narrazione multiforme che dialoga con le complessità della nostra epoca.

Questi lavori, frutto di un impegno costante da parte delle band, rispecchiano il dinamismo della scena progressiva contemporanea, capace di rinnovarsi senza dimenticare le proprie radici e tradizioni. La capacità di fondere elementi classici con il nuovo, rappresenta una delle chiavi del successo del rock progressivo, che continua a ispirare e a emozionare ascoltatori di tutto il mondo.

Prefazione

Capitolo Quinto (2010 - 2019)

giovedì 16 luglio 2026

Major Parkinson – Valesa - Chapter II: Viva the Apocalypse! (2026) Norvegia (Avant-garde Prog)

 

Cover albumValesa - Chapter II: Viva the Apocalypse - Major Parkinson 2026

I Major Parkinson tornano sulla scena con " Valesa - Chapter II: Viva the Apocalypse!", un viaggio sonoro audace che ridefinisce i confini del rock progressivo contemporaneo.

Se siete alla ricerca di un album capace di scuotere le fondamenta del prog tradizionale, siete nel posto giusto. Nel panorama del rock progressivo del 2026, i Major Parkinson hanno presentato un lavoro ambizioso e carico di nuove soluzioni sonore. 

Un'evoluzione del Progressive Rock Moderno

Con una produzione moderna e un atteggiamento decisamente innovativo, l’album si configura come una vera e propria dichiarazione d’intenti, capace di rinnovare le strutture sonore tipiche del progressive. L’approccio diretto e la chiarezza dei testi offrono un’esperienza d’ascolto accessibile, ma allo stesso tempo profonda, in cui la musica diventa uno strumento di riflessione sui tempi moderni. I Major Parkinson non si limitano a seguire i trend, ma sfidano i confini del genere.

Lo Stile Musicale: Tradizione e Modernità

Valesa - Chapter II: Viva the apocalypse! si presenta con un sound che fonde la tradizione del rock progressivo con elementi contemporanei, mantenendo un equilibrio perfetto tra sperimentazione e rispetto per le radici.

 La sezione ritmica: La fusione di chitarre dall’attacco deciso, linee di basso pulsanti e batterie dinamiche dà vita a un arrangiamento ricco e variegato.

 La produzione: Curata nei minimi dettagli, ogni strumento occupa un ruolo ben definito nel panorama sonoro, creando passaggi fluidi e coinvolgenti.

Le transizioni tra i momenti più intimi e lenti e le improvvise esplosioni ritmiche testimoniano la capacità del gruppo di gestire il tempo e l’intensità, rendendo l’ascolto un’esperienza quasi cinematografica.

I Testi: Tra Inquietudine e Speranza

I testi esplorano tematiche esistenziali e sociali, intrecciandosi con un'estetica apocalittica che, lungi dall’essere puramente pessimistica, offre uno sguardo critico e al contempo propositivo sul futuro. Le liriche, scritte con un linguaggio diretto e genuino, coinvolgono emotivamente l’ascoltatore, invitandolo a riflettere sulle sfide del nostro tempo.

La scrittura dei Major Parkinson non scende in descrizioni elaborate, ma predilige la forza dell’immediatezza. Il risultato è un testo accessibile e al passo con i tempi, in cui non manca mai quel tocco di poesia che rende ogni brano un vero e proprio ritratto delle inquietudini contemporanee.

Gli Arrangiamenti: Una Struttura Coraggiosa

Dal punto di vista degli arrangiamenti, l’album si distingue per l’uso sapiente di elementi classici del progressive rivisitati in chiave moderna. Le linee melodiche sono costruite con cura, alternando momenti di grande intensità a pause ritmiche che catturano l'attenzione.

La struttura dei brani testimonia una forte volontà di sperimentazione: parti strumentali interconnesse si fondono in assoli incisivi che ricordano le grandi opere del genere, pur mantenendo un linguaggio musicale contemporaneo.

Il mix finale rende giustizia a ogni singolo strumento, valorizzando l'energia e la passione che la band mette in ogni singola performance.

Valutazione Finale: Un Viaggio Imperdibile

In sintesi, Valesa - Chapter II: Viva the apocalypse! si conferma come uno degli album più interessanti del rock progressivo del 2026. I Major Parkinson hanno saputo creare un prodotto che unisce innovazione e tradizione, ottenendo una miscela perfetta per chi ama il genere ma apprezza la capacità di osare.

Se siete appassionati di progressive o semplicemente alla ricerca di nuove sonorità da esplorare, questo album è un viaggio imperdibile nel cuore di un genere in continua evoluzione.

Vi invitiamo a seguire i Major Parkinson sui loro canali ufficiali e ad ascoltare l’album sulle principali piattaforme di streaming per immergervi appieno nella loro visione musicale.

Viva l’apocalisse, viva il progressive e viva la voglia di scoprire nuove prospettive nel mondo del rock!

Un Primo Ascolto: Quì

martedì 14 luglio 2026

Advent Horizon - Falling Together 2026 (US) Modern Progressive Rock / Heavy Prog

 Advent Horizon - "Falling Together" (US) - Il nuovo capolavoro del Progressive Rock

Cover album  Falling Together - Advent Horizon 2026

Il panorama della musica progressive continua a sorprendere e affascinare con proposte sempre più audaci e innovative. In questo contesto, la band Advent Horizon si distingue per il suo approccio sperimentale e la capacità di fondere elementi classici del genere con innovazioni sonore che parlano direttamente all’anima degli appassionati.

L’album Falling Together, pubblicato nel 2026, rappresenta la somma di un percorso artistico coerente e ricco di ispirazioni. In questa recensione analizzeremo brevemente l'opera, soffermandoci sugli aspetti musicali e tecnici che ne decretano il valore assoluto.

L’album si caratterizza per una struttura dinamica e per la capacità di creare atmosfere che oscillano costantemente tra la maestosità orchestrale e la complessità del rock progressivo. Gli Advent Horizon hanno saputo fondere in maniera magistrale sezioni strumentali elaborate con momenti di pura intensità emotiva. Le composizioni risultano essere un vero e proprio viaggio sonoro, in cui ogni traccia offre un percorso indipendente ma interconnesso da temi ricorrenti e motivi musicali.

Dal punto di vista tecnico, la produzione è curata nei minimi dettagli:

 Sezione ritmica d'impatto: Linee di basso profonde e una batteria pulsante fanno da fondamenta solide all'intera architettura sonora.

 Tessuti sonori stratificati: Melodie e synth si intrecciano a tocchi di chitarra acustica ed elettrica, creando un paesaggio ricco e tridimensionale.

 Transizioni millimetriche: I cambi di tempo e le modulazioni sorprendenti dimostrano la volontà di sfidare le convenzioni, pur rimanendo fedeli alle radici del progressive rock.

Un elemento particolarmente interessante è la presenza delle parti vocali. Alcune tracce abbracciano un approccio epico che si sposa con testi introspettivi, capaci di tessere connessioni tra emozioni personali e storie collettive.

I Punti di Forza di "Falling Together"

Cosa rende questo album un ascolto obbligato per gli amanti del genere? Ecco i suoi elementi chiave:

 Equilibrio perfetto: La band ha saputo coniugare il virtuosismo tecnico con una profonda accessibilità emotiva, evitando di cadere nell'eccesso di tecnicismi fini a se stessi.

 Contrasti sonori: Non è raro imbattersi in interludi di sintetizzatori che si fondono con assoli di chitarra elettrica fulminanti, evidenziando una grandiosa gestione dei chiaroscuri musicali.

 Coerenza tematica: L’album si presenta come un organismo vivente. Ogni brano dialoga con il successivo, creando una narrazione sonora che attraversa l’intero progetto con eleganza e determinazione.

"Falling Together offre una panoramica completa delle potenzialità del progressive rock moderno, mantenendo al contempo un piede saldo nelle tradizioni storiche del genere."

In conclusione, Falling Together rappresenta un traguardo importante nella carriera degli Advent Horizon e una tappa imperdibile per gli appassionati di progressive rock. Le atmosfere spaziali, le transizioni armoniche e l’uso sapiente degli strumenti rendono l’ascolto un’esperienza immersiva, capace di stimolare la riflessione e catturare l'attenzione dal primo all'ultimo minuto.

La nostra recensione non vuole essere solo un’analisi tecnica, ma anche un invito: quello di lasciarsi sedurre da un’esperienza musicale che va oltre i confini del convenzionale.

Se siete alla ricerca di un album che coniuga tecnica, emozione e originalità, Falling Together è il disco che fa per voi.

Un primo ascolto: Quì

lunedì 13 luglio 2026

Il Progressive Rock Attraverso i Decenni (2010-2019) Capitolo Quinto

   Welcome to my blog! Below you will find a deep dive into this progressive rock gem. While the text is in Italian, you can easily use your browser's translation tool to follow along. Let's celebrate the great history of prog music together!

I Migliori Album (2010 - 2019)

I Migliori Album Prog 2010-2019

In questo articolo si analizza una selezione accurata di album in studio, ognuno rappresentativo di un anno tra il 2010 e il 2019, che ha segnato un punto di svolta nel panorama del rock progressivo. La lista è pensata per chi ha una conoscenza di base del genere e desidera approfondire il panorama degli album prog 2010-2019, offrendo spunti di riflessione sul percorso evolutivo che ha caratterizzato questa decade.

Di seguito, i dieci album in ordine cronologico:

2010 – Haken: "Aquarius" (UK)

Cover Album  Aquarius - Haken 2010

Il 2010 segna l'uscita di "Aquarius" degli Haken, band britannica emergente nel panorama del rock progressivo. Con questo album, gli Haken hanno dimostrato una grande capacità di fusione fra elementi classici del prog e toni moderni, introducendo sonorità complesse e strutture musicali articolate. "Aquarius" è stato accolto positivamente dalla critica per la sua inventiva e complessità, confermandosi come un punto di riferimento per gli appassionati e i neofiti del genere.

2011 – Opeth: "Heritage" (Svezia)

Cover Album Heritage - Opeth 2011

Nel 2011, gli Opeth hanno fatto un netto cambiamento stilistico con "Heritage", un album che segna il passaggio dalla contaminazione metallica a sonorità più classicamente progressive. Il lavoro è caratterizzato da arrangiamenti raffinati, linee melodiche eleganti e una forte impronta vintage che ha sorpreso i fan pur mantenendo l'identità unica della band. Questo album rappresenta un audace esperimento, in linea con la continua evoluzione del rock progressivo.

2012 – Coheed & Cambria: "The Afterman: Ascension" (US)

Cover Album The Afterman: Ascension - Coheed and Cambria 2012

Il 2012 ha visto i Coheed & Cambria pubblicare "The Afterman: Ascension", un concept album che continua la saga epica iniziata nei lavori precedenti. Con un mix di melodie orecchiabili e arrangiamenti complessi, l'album ha saputo fondere rock progressivo ed elementi narrativi, consolidando la reputazione della band nel panorama prog. La capacità di raccontare storie attraverso la musica ha reso questo lavoro un riferimento per gli appassionati di album prog del decennio 2010-2019.

2013 – La Maschera di Cera: "Le Porte del Domani" (Italia)

Cover Album Le Porte del Domani - La Maschera di Cera 2013

Nel 2013, gli italiani La Maschera di Cera pubblicano "Le Porte del Domani", un concept album concepito come l'ideale seguito del celebre disco del 1973 "Felona e Sorona" delle Orme. L'album brilla per la sua forte impronta sinfonica, dominata da tastiere vintage, Mellotron e calde atmosfere in pieno stile prog italiano anni '70, dimostrando come la tradizione nostrana sappia rinnovarsi con grandissima personalità e freschezza.

2014 – IQ: "The Road of Bones" (UK)

Cover Album The Road of Bones - IQ 2014

Il 2014 vede il ritorno dei veterani del neo-prog britannico IQ con "The Road of Bones". Questo lavoro si distingue per le sue atmosfere cupe, dense e profondamente cinematiche, sorrette da una sezione ritmica impeccabile e dalle magistrali trame di tastiera e chitarra. Un disco potente e maturo, osannato dalla critica e considerato uno dei vertici assoluti della loro intera discografia.

2015 – Steven Wilson: "Hand. Cannot. Erase." (UK)

Cover Album Hand. Cannot. Erase. - Steven Wilson 2015

Nel 2015 Steven Wilson, figura di spicco del rock progressivo contemporaneo, ha presentato "Hand. Cannot. Erase.", un album che racconta storie di solitudine e isolamento attraverso arrangiamenti ricchi e coinvolgenti. Con una produzione impeccabile e una narrazione emotivamente intensa, il lavoro si propone come un momento di svolta, confermando il ruolo fondamentale di Wilson nel rinnovare il panorama prog e ispirare una nuova generazione di ascoltatori.

2016 – Dream Theater: "The Astonishing" (US)

Cover Album The Astonishing - Dream Theater 2016

Il 2016 è stato segnato dall'imponente "The Astonishing" dei Dream Theater, un album ambizioso e narrativamente articolato. Considerato un'opera rock progressiva a tutto tondo, il disco si distingue per la sua struttura a due discorsi, una parte musicale altamente tecnica e una componente narrativa che guida l'ascoltatore attraverso un'esperienza quasi cinematografica. La capacità della band di coniugare virtuosismo strumentale e storytelling ha reso questo album un pilastro della decade.

2017 – Big Big Train: "Grimspound" (UK)

Cover Album Grimspound - Big Big Train 2017

Con "Grimspound", i Big Big Train tornano nel 2017 per offrire un album che approfondisce ulteriormente le radici del rock progressivo. L'album è caratterizzato da arrangiamenti raffinati e una ricca tessitura musicale che fa da cornice a testi evocativi e storie intrise di atmosfera. La capacità di creare paesaggi sonori che trasportano l'ascoltatore in un'altra dimensione conferma come questo lavoro occupi un posto di rilievo tra i migliori album prog del 2010-2019.

2018 – Phideaux: "Infernal" (US)

Cover Album Infernal - Phideaux 2018

Nel 2018, il polistrumentista americano Phideaux Xavier chiude la sua celebre trilogia ecologica con "Infernal". Si tratta di un doppio album ricco di sfumature, che spazia dal prog folk a momenti decisamente più teatrali e sinfonici. Grazie a strutture vocali stratificate e a un songwriting geniale, "Infernal" riesce a essere al tempo stesso accessibile e incredibilmente complesso, regalando un ascolto avvolgente e denso di significati.

2019 – Big Big Train: "Grand Tour" (UK)

Cover Album Grand Tour - Big Big Train 2019

Chiudendo il decennio, nel 2019 i Big Big Train con "Grand Tour" hanno offerto un viaggio sonoro che rievoca la tradizione del progressive rock con tocchi moderni. L'album è stato lodato per la sua capacità di fondere narrazione e complessità musicale, esplorando temi storici e paesaggi sonori ricchi di atmosfera. L'innovazione risiede nell'equilibrio tra arrangiamenti orchestrali e rock energico, confermandosi come riferimento imprescindibile per gli appassionati del genere nel 2019.

Conclusione

Ogni album in questa lista rappresenta un capitolo essenziale nell'evoluzione del rock progressivo dal 2010 al 2019, confermando che il genere continua a essere un terreno fertile per la sperimentazione musicale. La decade analizzata ci mostra come il prog non solo abbia saputo mantenere la sua identità, ma si sia anche reinventato attraverso sonorità innovative e tematiche articolate. Questa selezione di album prog del 2010-2019 diventa così un punto di riferimento per chi desidera esplorare la ricchezza e la varietà del rock progressivo, celebrando al contempo le migliori produzioni di un'epoca intensa e dinamica.

Prefazione

Capitolo Quarto (2000-2009)

Capitolo Sesto (2020-2026)

venerdì 10 luglio 2026

Hallas - "Panorama" (Svezia) 2026

                     "Panorama" Il Nuovo Capitolo Sperimentale degli Hällas 

Cover album Panorama - Hallas 2026

Con "Panorama", l'album del 2026, gli Hällas firmano un capitolo fondamentale della loro evoluzione discografica. La band svedese, da sempre refrattaria alle etichette rigide, si conferma come una delle realtà più originali e innovative del panorama musicale contemporaneo.

In questo progetto, il quintetto decide di abbracciare nuove sonorità senza però recidere il legame con le proprie radici: quel mix nostalgico di hard rock anni '70, prog rock e pop rock nordico che loro stessi hanno ribattezzato "Star Ready Rock". Il risultato è un disco nato in un periodo di grande fermento artistico, che riflette la volontà della band di sperimentare senza timore.

L'Analisi Sonora: Tra Nostalgia e Futuro

Dal punto di vista sonoro, "Panorama" offre una sorprendente coerenza stilistica tra le tracce, pur mantenendo una ricca varietà di atmosfere. Se in passato gli Hällas ci avevano abituati a cavalcate epiche guidate da chitarre gemelle e tastiere vintage, oggi la produzione musicale compie un passo in avanti:

 Sperimentazione Elettronica: Sintetizzatori e tappeti ambientali si fondono con le sonorità organiche della band.

 Contaminazioni Indie & Dream Pop: Gli arrangiamenti si aprono a sfumature più eteree, espandendo i confini del rock progressivo tradizionale.

 Produzione Raffinata: Il mix bilanciato permette a chitarre elettriche e percussioni di dialogare costantemente con l'elettronica, creando paesaggi acustici evocativi e riflessivi.

Le tracce si sviluppano in maniera fluida, dimostrando una maturità compositiva che non sacrifica la capacità di stupire l'ascoltatore. La cura nei dettagli e l'alta qualità sonora permettono di apprezzare questa trasformazione stilistica: un piede nel passato e lo sguardo dritto verso il futuro.

La voce iconica e l'approccio narrativo tipico del gruppo rimangono il collante di tutto l'album, garantendo la continuità con i lavori precedenti (come Excerpts from a Future Past o Isle of Wisdom), ma con una veste decisamente più moderna.

In conclusione, "Panorama" è un album che conferma la resilienza creativa degli Hällas. Si tratta di un prodotto discografico ricco di spunti e ben articolato, ideale per chi è alla ricerca di una proposta musicale capace di coniugare tradizione e innovazione.

Le composizioni sono accuratamente strutturate e ogni traccia si inserisce con naturalezza nel concept generale. Senza svelare troppo sui testi, l'approccio radicato nell'immaginario fantasy e fantascientifico nordico, unito a elementi moderni, rende "Panorama" un'opera d'arte completa e stimolante.

Consigliatissimo. Vi invitiamo a esplorare l'album sulle principali piattaforme di streaming per immergervi totalmente nel sound coraggioso di una band che non smette mai di reinventarsi.

Per un primo ascolto: Quì


Steve Hackett & Steve Rothery - The Roaring Waves 2026 (UK)

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