Negli ultimi anni, la scena progressive rock spagnola sta vivendo una nuova primavera creativa, capace di mescolare la grande tradizione del rock andaluz e del prog vintage con sonorità moderne e imprevedibili. L’esempio più nitido e affascinante di questa tendenza è "Solo En Nuestra Cabeza", il lavoro targato Manic Vice.
Non lasciatevi spaventare dall'etichetta "Eclectic Prog": questo disco non è un semplice esercizio di stile per tecnici del suono o addetti ai lavori. Al contrario, è un viaggio musicale estremamente accessibile, pieno di melodie trascinanti, cambi di tempo frizzanti e una vena ironica teatrale che cattura l'ascoltatore fin dal primo minuto.
Un viaggio traccia per traccia
L’album è strutturato come una montagna russa di emozioni e stili musicali, dosando momenti di pura energia con passaggi più intimi e riflessivi:
1. Patrocinado por McChrystal's (1:05) Una breve introduzione sfrontata e ironica che mette subito in chiaro le intenzioni della band: spiazzare e divertire prima di fare sul serio.
2. Canción de Reencuentro (I. Tirar la Toalla; II. No Quieres Ver Ná; III. El Porvenir (6:16) Una vera e propria mini-suite divisa in tre parti. Qui la band mostra i muscoli della composizione prog: partendo da momenti più rilassati e malinconici, la traccia cresce fino a esplodere in un finale pieno di speranza e carica ritmica.
3. Da Igual (5:31) Un brano dal sapore groovy, arricchito dal basso ospite di Martín Samos Ventureira. Le linee di basso pulsanti si intrecciano con chitarre e tastiere, creando un'atmosfera quasi rock-fusion davvero irresistibile.
4. Jambalaya (4:28) Eclettismo allo stato puro! Come il piatto tipico da cui prende il nome, questo pezzo unisce ingredienti e spezie musicali differenti, regalandoci un ritmo incalzante e divertente.
5. Comic Boy (3:02) Pezzo conciso, fresco e diretto. Un’esplosione di energia pop-prog che si stampa subito in testa, perfetta per spezzare il ritmo dell'album.
6. Tu Palabra No Valía Nada (6:26) Uno dei punti più intensi e drammatici del disco. Le chitarre si fanno più graffianti e le voci (con l'intreccio tra maschile e femminile) trasmettono tanta rabbia e passione.
7. La Estela del Navegante Solitario (5:28) Traccia evocativa e atmosferica, dove le tastiere creano paesaggi sonori ampi e sognanti. Sembra davvero di viaggiare in mare aperto guidati dalla musica.
8. El Fin (pt.1) (6:52) La prima parte di un dittico fondamentale. Un pezzo strutturato, con cambi di tempo sorprendenti e assoli di chitarra che faranno la felicità degli amanti del genere.
9. El Fin (pt.2) (3:46) Continuazione diretta della traccia precedente, ma con un'impronta più serrata e ritmica che porta a una chiusura potente e drammatica.
10. La Mujer Esquizofrenica del S. XXI (5:11) Un titolo provocatorio per un brano ironico e schizofrenico nei suoni. Cambi improvvisi di genere, synth e ritmiche serrate dipingono perfettamente la frenesia del secolo attuale.
11. Sólo en Nuestra Cabeza (5:39) La title-track che chiude l'opera. Un brano completo, emozionante e riassuntivo di tutta l'anima del disco, lasciando all'ascoltatore la sensazione di aver vissuto un'avventura sonora indimenticabile.
Considerazioni finali
"Solo En Nuestra Cabeza" è la dimostrazione di come il Progressive Rock possa essere fresco, divertente e contemporaneo. I Manic Vice riescono a bilanciare la complessità dei tempi dispari con una grande sensibilità melodica e una freschezza interpretativa rara. Un album consigliatissimo non solo agli appassionati del prog classico (da Yes a King Crimson), ma a chiunque ami la buona musica rock suonata con il cuore e con la testa.
Line-up
Martín Cervera Villalobos: Chitarre, basso, voce
Celia Martín Navas: Tastiere, voce
Nicolás Marquerie Lorenzo: Batteria
Ospiti:
Martín Samos Ventureira: Basso ("3. Da Igual")
Un primo ascolto e l'acquisto: Quì

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