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venerdì 6 marzo 2026

Capolavori da Riscoprire: La Playlist del Progressive Rock 70s (Meteore e Rarità)

   I Capolavori del Prog Minore dei 70s: Playlist Gemme e Rarità

Welcome to my blog! Below you will find a deep dive into this progressive rock gem. While the text is in Italian, you can easily use your browser's translation tool to follow along. Let's celebrate the great history of prog music together!

La playlist delle Rarità del Prog Minore

Esploriamo adesso  il concetto di "World Prog". Ecco qui sotto una playlist testuale con i brani chiave di 30 dei dischi rari che abbiamo scovato, cosìcchè possiamo iniziare l'ascolto dal meglio del meglio.

Ecco la nostra Ultimate Underground Prog Journey: una playlist curata che seleziona il brano più rappresentativo, complesso o emozionante per ognuno dei capolavori che abbiamo scovato e postato nei “post” precedenti.
L'ordine è stato pensato per un ascolto fluido, partendo dalle atmosfere più cupe e arrivando a quelle più sinfoniche e solari.

(Create la vostra playlist scovando i brani su youtube)

Playlist Meteore

1) Le Tenebre e l'Oscurità (Prog Cupo & Occulto)

1. Comus – The Herald (Dall'album First Utterance, UK)
2. Dr. Z – Spiritus Manes Et Umbra (Dall'album Three Parts to My Soul, UK)
3. Island – Empty Bottles (Dall'album Pictures, Svizzera)
4. Acanthus – Envol Vers La Folie (Le Frisson Des Vampires, Francia)
5. Love Live Life + One – Love Will Make a Better You (Dall'album omonimo, Giappone)
6. Módulo 1000 – Turbe Est Sine Crine Caput (Dall'album Não Fale Com Paredes, Brasile)
7. Magical Power Mako – Hapiness Street (Dall'album Magical Power, Giappone)

2) Architetture Complesse (Tecnico & Sperimentale)

1. Yezda Urfa – Boris and His 3 Verses (Dall'album Boris, USA)
2. Guruh Gipsy – Indonesia Maharddhika (Dall'album omonimo, Indonesia) – Il brano definitivo per il prog etnico.
3. Gnidrolog – Lady Lake (Dall'album omonimo, UK)
4. Bubu – El Cortejo de un Dìa Amarillo (Dall'album Anabelas, Argentina)
5. Semiramis – Luna Park (Dall'album Dedicato a Frazz, Italia)
6. Arzachel – Metempsychosis (Dall'album omonimo, UK)
7. Aardvark – Very Nice of You to Call (Dall'album omonimo, UK)
8. Sanullim – Vol. 2: Spread Silk on My Heart (Dall'Album Vol.2, Corea del Sud)

3) Maestosità Sinfonica (Mellotron & Tastiere)

1. Cathedral – The Introspect (Dall'album Stained Glass Stories, USA)
2. Sebastian Hardie – Openings (Dall'album Four Moments, Australia)
3. E.A. Poe – Generazioni (Dall'album Storia di sempre, Italia)
4. Gracious! – The Dream (Dall'album omonimo, UK)
5. Ragnarok – Five New Years (Dall'album Nooks, Nuova Zelanda)
6. Cosmos Factory – An Old Castle of Transylvania (Dall'album omonimo, Giappone)
7. Abbhama – Asmara (Dall'album Alam Raya, Indonesia)
8. Avalon – Marantha (Dall'album Voice of Life, Canada)

4) Il Viaggio e l'Energia (Folk, Hard & Fusion)

1. Leaf Hound – Freelance Fiend (Dall'album Growers of Mushroom, UK)
2. T2 – Morning (Dall'album It'll All Work Out in Boomland, UK)
3. Wara – Realidad (Dall'album El Inca, Bolivia)
4. Etna – Beneath the Geyser (Dall'album omonimo, Italia)
5. Mellow Candle – Reverend Sisters (Dall'album Swaddling Songs, Irlanda)
6. Gurnemanz - What A Day It Is  (Dall'album No Rays Of Noise, (Germania)
7. Airlord – Pictures in a Puddle (Dall'album Clockwork Revenge, Nuova Zelanda)

Ecco, di seguito, una guida all'ascolto per i 3 brani che, per complessità e impatto, rappresentano il meglio di questa ricerca:

1. Guruh Gipsy – "Indonesia Maharddhika" (Indonesia, 1977)

Questo è probabilmente il brano più ambizioso della lista. È un'epopea di quasi 16 minuti che fonde il prog sinfonico occidentale con la tradizione indonesiana.
Il brano inizia con una sezione di Gamelan (percussioni metalliche balinesi) che suonano pattern ciclici complessi. La sfida tecnica è stata sincronizzare questi strumenti a intonazione non standard con il basso e le tastiere occidentali.
Il brano esplode,verso la metà, in un assolo di sintetizzatore che ricalca lo stile di Keith Emerson (ELP), ma con scale che scivolano verso i quarti di tono orientali.
Il momento più interessante del brano è rappresentato dalla sovrapposizione di un coro epico sopra un tempo dispari (un 7/4 molto incalzante) creando un ponte incredibile tra la maestosità dei Genesis e la mistica asiatica.

2. Bubu – "El Cortejo de un D'a Amarillo"? (Argentina, 1978)

Se i King Crimson di Red avessero registrato un disco con un'orchestra d'avanguardia russa, suonerebbe così.
Qui non ci sono solo tastiere, ma un uso brutale di fiati (sax e flauto) trattati quasi come chitarre elettriche, con distorsioni e riff serratissimi.
La traccia vive di un contrappunto frenetico. Spesso basso e chitarra suonano linee diverse che si incastrano solo ogni 4 o 8 battute.
C'è un passaggio centrale atonale che sfida le regole della melodia rock, portando l'ascoltatore in una tensione quasi insopportabile prima di risolversi in un finale sinfonico catartico. È un esercizio di dinamica estrema: dal silenzio quasi totale al muro di suono orchestrale.

3. Yezda Urfa – "Boris and His 3 Verses" (USA, 1975)

Questo pezzo è un incubo per ogni batterista e un sogno per chi ama la precisione matematica.
La traccia è di altissimo livello tecnico, con tempi dispari che si susseguono e cambiano  anche dopo pochi secondi. Il brano passa da 5/8 a 7/8, a 11/8 con una naturalezza disarmante. La velocità di esecuzione è altissima, quasi "cartoonesca" (stile Frank Zappa).
Le voci non sono semplici melodie, ma seguono schemi contrappuntistici simili a quelli dei Gentle Giant, dove ogni cantante interviene con una parola o una nota diversa creando un mosaico vocale.
Il momento più alto è simboleggiato dall'assolo della chitarra acustica a metà brano, che si trasforma improvvisamente in un riff hard-prog pesantissimo sostenuto da un basso Rickenbacker distorto che "ringhia" costantemente.

mercoledì 4 marzo 2026

Capolavori da Riscoprire: Le Meteore del Progressive Rock degli anni 70s (Capitolo 4°di 4)

            Progressive Rock 70s: I Capolavori del Prog Minore
                                              Capitolo 4°

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I Capolavori del Prog Minore

In questa ultima tappa del nostro viaggio ci spostiamo verso l'Oceania e il Sud-est asiatico. Qui la rarità non è solo dovuta alle poche copie stampate, ma anche alla difficoltà storica di esportare questi suoni fuori dai confini nazionali. Molti di questi dischi sono stati scoperti in Occidente solo decenni dopo grazie a un certosino lavoro di recupero archeologico musicale.

Ecco 10 gemme imperdibili tra Australia, Nuova Zelanda e Asia:

Australia e Nuova Zelanda

1. Sebastian Hardie – Four Moments (Australia, 1975)

Sebastian Hardie – Four Moments



                                           

È il vertice del prog sinfonico australiano. Sebbene in patria abbia avuto un discreto successo (disco d'oro), rimane una rarità assoluta per il resto del mondo. Il suono è dominato dal Mellotron e dalla chitarra lirica di Mario Millo, con suite strumentali che ricordano i Camel e i Focus più ispirati.

2. Ragnarok – Nooks (Nuova Zelanda, 1976)


 Ragnarok – Nooks




Un capolavoro di prog spaziale e sinfonico. Mentre il loro primo album era più orientato verso l'hard-psych, Nooks introduce sintetizzatori eterei e atmosfere che ricordano i Pink Floyd di Meddle misti ai Genesis. Rarissimo fuori dalla Nuova Zelanda, è un disco di una pulizia sonora sorprendente.

3. Airlord – Clockwork Revenge (Nuova Zelanda, 1977)


Airlord – Clockwork Revenge




Uscito per la mitica etichetta Infinity, è un concept album teatrale e oscuro. La voce ricorda molto quella di Peter Gabriel e le strutture sono intricate, con continui cambi di tempo. Le poche copie originali sono oggi oggetto di culto per chi cerca il lato più "narrativo" del prog.

4. Windchase – Symphinity (Australia, 1977)


Windchase – Symphinity



Nati dalle ceneri dei Sebastian Hardie, i Windchase spinsero l'asticella della tecnica ancora più in alto. Symphinity è un concentrato di virtuosismo alle tastiere e fusion, mantenendo però quella melodia cristallina tipica della scena australiana del periodo.

5. Think – We'll Give You a Buzz (Nuova Zelanda, 1976)


Think – We'll Give You a Buzz




Un disco che fonde l'hard rock progressivo con passaggi sinfonici guidati dall'organo. È un album energico, meno "gentile" dei Sebastian Hardie, ma con una scrittura solida e un'aura di mistero tipica delle produzioni isolate geograficamente.

Asia (Indonesia e Corea del Sud)

6. Guruh Gipsy – Guruh Gipsy (Indonesia, 1977)


Guruh Gipsy – Guruh Gipsy

                                          

Probabilmente il segreto meglio custodito del prog mondiale. Unisce il progressive rock di stampo ELP (tastiere giganti, ritmi dispari) con il Gamelan balinese (percussioni tradizionali). Il risultato è un suono unico sulla terra. Stampato privatamente in poche centinaia di cassette e qualche LP, oggi è leggendario.

7. Sharkmove – Ghede Chokra's (Indonesia, 1973)


Sharkmove – Ghede Chokra's 



Un mix incredibile di prog sinfonico, hard rock e psichedelia acida. Guidati da Benny Soebardja (figura chiave del rock indonesiano), crearono un album con momenti di una bellezza melodica struggente alternati a cavalcate d'organo selvagge. L'originale è tra i pezzi più costosi del mercato collezionistico asiatico.

8. Sanullim – Vol. 2: Spread Silk on My Heart (Corea del Sud, 1978)


Sanullim – Vol. 2: Spread Silk on My Heart



Sebbene i Sanullim siano diventati famosi in Corea, questo disco è una rarità incredibile per l'orecchio occidentale. Fondono un garage-rock distortissimo con strutture progressive e armonie vocali quasi pop. È un prog "naif", grezzo ma geniale, con un basso fuzz che non dimenticherai facilmente.

9. Abbhama – Alam Raya (Indonesia, 1978)


Abbhama – Alam Raya 



Se ami i Renaissance o i Genesis più pastorali, questo è il disco per te. Caratterizzato da un uso esteso del pianoforte classico, flauti e orchestrazioni maestose, è un'opera di un'eleganza rara che dimostra quanto fosse colta la scena di Giacarta degli anni '70.

10. Fariz RM – Sakura (Indonesia, 1980)




Siamo al limite cronologico del genere, dove il prog incontra il jazz-rock e la musica elettronica. Fariz RM è un polistrumentista prodigioso; in questo disco crea atmosfere sognanti e complesse che anticipano il sound urbano giapponese (City Pop) ma con una struttura puramente progressiva.




P.S. - Nel Post successivo ho creato per voi una playlist testuale con i brani chiave di 30 dei dischi che abbiamo scovato, per iniziare l'ascolto dal meglio del meglio.

P.S. - In the next post I've created for you a text playlist with key tracks from 30 of the albums we've discovered, to start your listening from the best of the best.

 

domenica 1 marzo 2026

Capolavori da Riscoprire: Le Meteore del Progressive Rock degli Anni 70s (Capitolo 3° di 4)

        Progressive Rock 70s: I Capolavori del Prog Minore
                                              Capitolo 3°

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I Capolavori del Prog Minore

Il progressive rock degli anni '70 è una miniera d'oro di "meteore": band tecnicamente mostruose che pubblicarono un unico disco, spesso autoprodotto o stampato in poche centinaia di copie, per poi sparire nel nulla a causa dello scarso successo commerciale o dell'avvento del Punk.

In questo terzo capitolo: America Latina, Canada e Giappone

Per questa ulteriore selezione ho cercato di evitare i nomi che solitamente appaiono nelle prime pagine delle guide specializzate (come gli argentini Invisible o i giapponesi Yonin Bayashi), concentrandomi su dischi che hanno avuto una diffusione quasi nulla al momento dell'uscita e che oggi sono considerati dei tesori "perduti".

Ecco 10 gemme progressive dall’ America Latina, Canada e Giappone:

America Latina (Sud America e Messico)

1. Bubu – Anabelas (Argentina, 1978)

Considerato dai più il miglior disco prog sudamericano di sempre. Un mix tra i King Crimson di Red e l'avanguardia classica di Stravinskij. Fu stampato in pochissime copie e la band sparì subito dopo. La suite El Cortejo de un Dia Amarillo è un'esperienza sonora travolgente e claustrofobica.

Bubu – Anabelas
 

                                            


2. Módulo 1000 – Não Fale Com Paredes (Brasile, 1972)

Un disco "sporco", acido e pesantissimo. È un prog-psichedelico che si allontana dal tipico suono solare brasiliano per tuffarsi in atmosfere oscure e sperimentali. Rarissimo l'originale, è un pezzo di culto assoluto per chi ama il lato più "selvaggio" del genere.

 Módulo 1000 – Não Fale Com Paredes




3. Los Grillos – Vibraciones Latinoamericanas (Bolivia, 1975)

Una rarità quasi mitologica. Questa band boliviana riuscì a fondere gli strumenti andini (quenas, zampoñas) con sintetizzatori Moog e organi, creando un "prog andino" cosmico. Le copie originali sono praticamente introvabili fuori dalla Bolivia.

Los Grillos - Vibraciones Latinoamericanas




4. Wara – El Inca (Bolivia, 1973)

Restando in Bolivia, questo è un concept album sulla storia degli Inca. Musicalmente è un prog sinfonico potente e drammatico, con una chitarra elettrica che ruggisce sopra tappeti di tastiere e flauti tradizionali. Un capolavoro di fusione culturale.

Wara – El Inca 




5. Chac Mool – Nadie en especial (Messico, 1980)

Uno dei primi veri esempi di prog sinfonico messicano. Nonostante l'anno tardo, il sound è puramente settantino: flauti, testi mistici e un uso magistrale dei sintetizzatori. Un disco che ha definito una scena intera rimanendo però un oggetto misterioso per il resto del mondo.

Chac Mool – Nadie en especial



Canada

6. Dionysos – Le Prince Croule (Canada/Québec, 1971)

Il Québec ha avuto una scena prog incredibile, ma i Dionysos sono tra i più oscuri. Cantato in francese, questo album fonde blues-rock pesante con strutture progressive e una forte dose di teatralità. Le poche copie originali circolanti sono vendute a cifre astronomiche.

Dionysos – Le Prince Croule




7. Avalon – Voice of Life (Canada, 1977)

Provenienti da Ottawa, pubblicarono questo unico album privatamente. È prog sinfonico di altissimo livello, con influenze che vanno dagli Yes ai Gentle Giant. Un lavoro estremamente professionale che meritava un palcoscenico mondiale, rimasto invece confinato in poche centinaia di vinili.

Avalon - Voice of Life




Giappone

8. Love Live Life + One – Love Will Make a Better You (Giappone, 1971)

Un esperimento incredibile. Musicisti jazz d'avanguardia che collaborano con un cantante pop (Akira Fuse) per creare una suite prog-jazz-psych che occupa un'intera facciata. È un disco visionario, con improvvisazioni furiose e una produzione eccellente per l'epoca.

 Love Live Life + One – Love Will Make a Better You




9. Cosmos Factory – An Old Castle of Transylvania (Giappone, 1973)

Dominato da Mellotron e Hammond, questo disco è un viaggio nelle atmosfere gotiche europee viste attraverso una lente nipponica. La suite che dà il titolo all'album è un tour de force sinfonico cupo e maestoso, perfetto per chi ama i primi King Crimson.

Cosmos Factory – An Old Castle of Transylvania




10. Magical Power Mako – Magical Power (Giappone, 1974)

Mako è l'emblema dell'oscurità prog giapponese. Il suo debutto è un collage di folk, rock progressivo, elettronica primitiva e rumore bianco. È un'opera disturbante e geniale, stampata originariamente in pochissime copie e ancora oggi capace di spiazzare l'ascoltatore più esperto.

Magical Power Mako – Magical Power


Continua.........



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sabato 14 febbraio 2026

Capolavori da Riscoprire: Le Meteore del Progressive Rock degli anni 70s (Capitolo 2° di 4)

            Progressive Rock 70s: I Capolavori del Prog Minore

                                             Capitolo 2°

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I Capolavori del Prog Minore (Capitolo 2°)

Inoltriamoci adesso nel territorio delle autoproduzioni regionali, dei dischi stampati in 100-200 copie e dei progetti che non sono mai arrivati oltre il confine della propria provincia (spesso nemmeno oltre il confine del proprio garage).

Ecco 10 titoli che rappresentano il "fondo del barile" in termini di rarità, ma il vertice assoluto per qualità compositiva:

1. Gurnemanz – No Rays of Noise  (Germania, 1975)

Dimentica i soliti Kraftwerk. Questo è Kraut-Prog acustico e pastorale di una bellezza disarmante. Stampato privatamente, fonde medievalismi, flauti e chitarre a 12 corde. È musica che sembra provenire da un'altra epoca, sospesa tra sogno e realtà.

Gurnemanz – No Rays of Noise




2. Acanthus  – Le Frisson Des Vampires (Francia, 1971) ristampato nel 2010

Colonna sonora per un film mai distribuito o quasi dimenticato. È un prog gotico, dominato dal Mellotron, molto simile ai Goblin di Profondo Rosso ma con una sensibilità francese più malinconica. Le copie originali sono praticamente introvabili.

Acanthus  – Le Frisson Des Vampires 




3. Semiramis – Dedicato a Frazz (Italia, 1973)

Anche se nel giro dei collezionisti RPI è un nome noto, resta "sconosciuto ai più". Un Michele Zarrillo giovanissimo alle chitarre in un vortice di cambi di tempo furiosi e aggressività sonora che anticipa quasi il metal prog, pur restando profondamente sinfonico.

Semiramis – Dedicato a Frazz




4. Ache – Green Man (Danimarca, 1971)

Prog psichedelico nordeuropeo ai massimi livelli. L'organo Hammond è il protagonista assoluto in lunghe suite che occupano intere facciate. Hanno una potenza sonora che farebbe impallidire i Deep Purple più ricercati.

Ache – Green Man




5. Banchee – Thinkin' (USA, 1971)

Hard-prog americano con armonie vocali che ricordano i Crosby, Stills, Nash & Young, ma con strutture complesse e assoli di chitarra fulminanti. È un disco solare ma incredibilmente tecnico, finito nel dimenticatoio a causa della pessima distribuzione.

Banchee – Thinkin'




6. Etna – Etna (Italia, 1975)

Spesso confusi con il prog classico, gli Etna facevano un Jazz-Rock/Prog tecnicamente spaventoso, simile ai Soft Machine o ai Weather Report ma con un gusto mediterraneo unico. Solo un album, pochissime stampe originali per la piccola etichetta IT.

Etna – Etna




7. Gnidrolog – Lady Lake (UK, 1972)

Spesso paragonati ai Gentle Giant per la complessità dei fiati e gli incastri ritmici, ma con un tocco più oscuro e "medievale". Nonostante fossero sotto la RCA, il disco fu un fallimento commerciale e la band si sciolse subito dopo. Un capolavoro di architettura sonora.

Gnidrolog – Lady Lake




8. Arzachel – Arzachel (UK, 1969)

Tecnicamente è la preistoria del prog. Fu registrato in una sola sessione da musicisti che sarebbero diventati i giganti della scena di Canterbury (Steve Hillage, Dave Stewart). Uscì sotto pseudonimo e in poche copie. È un viaggio spaziale, lisergico e tecnicamente superiore a quasi tutto ciò che usciva in quegli anni.

Arzachel – Arzachel




9. Gracious! – Gracious! (UK, 1970)

Usciti sulla Vertigo Swirl, sono maestri nell'uso del Mellotron. La loro suite The Dream è un compendio di tutto ciò che il prog dovrebbe essere: citazioni classiche, stacchi rock violenti ed effetti sonori d'avanguardia. Eppure, sono rimasti all'ombra dei King Crimson per decenni.

Gracious! – Gracious!


                                                                               The Dream


10. Aardvark – Aardvark (UK, 1970)

Un gruppo senza chitarrista. Tutto il suono è costruito sull'organo elettrico distorto, trattato con pedali wah-wah e distorsori. Il risultato è un prog pesante, acido e unico nel suo genere. Un esperimento che non ebbe seguito, rendendo l'unico LP un pezzo rarissimo.

Aardwark - Aardwark



Continua.........

 

mercoledì 11 febbraio 2026

Capolavori da Riscoprire: Le Meteore del Progressive Rock degli anni 70s (Capitolo 1° di 4)

        Progressive Rock 70s: I Capolavori del Prog Minore

                                                                           Capitolo I°

Welcome to my blog! Below you will find a deep dive into this progressive rock gem. While the text is in Italian, you can easily use your browser's translation tool to follow along. Let's celebrate the great history of prog music together!


Il progressive rock degli anni '70 è una miniera d'oro di "meteore": band tecnicamente mostruose che pubblicarono un unico disco, spesso autoprodotto o stampato in poche centinaia di copie, per poi sparire nel nulla a causa dello scarso successo commerciale o dell'avvento del Punk.

Ecco i primi 10 capolavori "fantasma", rari e musicalmente straordinari, che ogni collezionista o appassionato di rarità dovrebbe conoscere:

1. Leaf Hound – Growers of Mushroom (UK, 1971)

Considerato il "Santo Graal" del prog-hard rock britannico. All'epoca furono stampate pochissime copie (meno di 500, secondo alcune fonti) per la Decca. È un mix esplosivo di psichedelia pesante e strutture progressive. Una copia originale oggi può superare i 5.000 €.

Leaf Hound - Growers of Mushroom

                                                                         Full Album

2. Yezda Urfa – Boris (USA, 1975)

Una delle band più tecnicamente dotate della storia del genere. Auto produssero questo album in un numero limitatissimo di copie. La loro musica è un incrocio frenetico tra Gentle Giant e Yes, con una precisione ritmica quasi sovrumana.

Yezda Urfa - Boris



3. Dr. Z – Three Parts to My Soul (UK, 1971)

Pubblicato sulla leggendaria etichetta Vertigo "Swirl", questo disco è rarissimo perché vendette pochissimo all'uscita. Atmosfere occulte, uso massiccio del pianoforte e testi teologici lo rendono un pezzo unico e inquietante.

               Dr. Z – Three Parts to My Soul


4. Island – Pictures (Svizzera, 1977)

Un capolavoro oscuro che fonde il prog sinfonico con influenze dei Van der Graaf Generator. Il disco originale, con la splendida copertina di H.R. Giger (il creatore di Alien), è un pezzo da museo. Musicalmente è complesso, cupo e profondo.

Island - Pictures


5. Easter Island – Easter Island (USA, 1979)

Uscito fuori tempo massimo, quando il prog stava morendo, questo disco autoprodotto è un gioiello di rara bellezza. Ricorda i King Crimson del periodo Red, ma con una sensibilità più melodica e malinconica.

Easter Island - Easter Island



6. E.A. Poe – Generazioni (Storia di sempre) (Italia, 1975)

Il prog italiano è pieno di rarità, ma questo è uno dei vertici. Stampato in pochissime copie per la piccola etichetta Kansas, offre un sound dominato dall'organo Hammond e atmosfere tardo-romantiche. Le quotazioni dell'originale raggiungono cifre da capogiro.

      E.A. Poe – Generazioni (Storia di sempre)


7. Comus – First Utterance (UK, 1971)

Non è il classico prog tastieristico; è "prog-folk" ancestrale, violento e disturbante. Violino, flauto e chitarre acustiche creano una danza pagana che non ha eguali. All'epoca fu un flop totale, oggi è un culto assoluto.

Comus First Utterance



8. T2 – It'll All Work Out in Boomland (UK, 1970)

Solo tre musicisti capaci di creare un muro di suono incredibile. La suite Morning è uno dei momenti più alti del prog-rock dei primi anni '70. Nonostante la qualità eccelsa, la band non riuscì a emergere dal sottobosco underground.

           T2 – It'll All Work Out in Boomland


9. Cathedral – Stained Glass Stories (USA, 1978)

Spesso citato come il miglior disco di prog americano degli anni '70. È un tributo perfetto ai primi Genesis e ai King Crimson, con un uso magistrale del Mellotron. Fu pubblicato da una piccola etichetta indipendente e sparì subito dai radar.

Cathedral - Stained Glass Stories



10. Mellow Candle – Swaddling Songs (Irlanda, 1972)

Pubblicato dalla Deram, è un miracolo di armonie vocali femminili e arrangiamenti progressive. Un mix perfetto tra folk irlandese e rock complesso. Le copie originali sono tra le più ricercate dai collezionisti di tutto il mondo.

            Mellow Candle – Swaddling Songs



CONTINUA........

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