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| Agusa - Panacea (Live) |
Agusa – Panacea (Karisma Records, 2026)
Quando un gruppo come gli Agusa decide di dare alle stampe
un nuovo album dal vivo, non ci si trova mai di fronte a una semplice
operazione nostalgica o a un riempitivo discografico. Il quintetto svedese ha
dimostrato a più riprese che la dimensione live è il terreno dove la propria
formula - un irresistibile mix di prog settantiano, folk scandinavo, psych rock
e derive kraut - trova la sua massima dilatazione ed energia espressiva.
Registrato nel settembre 2024 al Progressive Circus Festival
di Malmö e pubblicato nel maggio 2026 dalla Karisma Records, Panacea raccoglie in
45 minuti di musica appena tre tracce. Una scelta essenziale ma mirata, che
mette a confronto tre fasi differenti della discografia della band e dimostra
come i brani da studio si trasformino su palcoscenico in organismi vivi, caldi
e in continua evoluzione.
Le tracce e il confronto con le versioni da studio
1. Lust Och Fägring (Sommarvisan)
Versione originale: Två (2015)
La resa live (14:34): Rispetto alla traccia d'apertura del
loro secondo lavoro in studio, che spiccava per un'eleganza pastorale e un
intreccio flauto/chitarra quasi idilliaco, questa versione dal vivo aumenta
l'impatto ritmico e la tensione ipnotica. Il flauto si fa più viscerale, mentre
la sezione ritmica spinge con maggiore irruenza. Se in studio il brano evocava
un paesaggio estivo svedese e sognante, dal vivo acquisisce un'energia pagana e
quasi dionisiaca, estendendo le sezioni soliste verso territori decisamente più
psichedelici.
2. Den Förtrollade Skogen
Versione originale: Högtid (2014)
La resa live (20:43): "La foresta incantata" è il
pilastro del debutto degli Agusa. Se la versione da studio era un'escursione
kraut-prog dal carattere fortemente cosmico e contemplativo, su Panacea diventa
una suite monumentale di oltre venti minuti. L'organo Hammond guida la
narrazione con un timbro più denso e scuro, mentre i continui cambi di dinamica
tra momenti di quiete sognante ed esplosioni lisergiche mostrano una band
capace di respirare all'unisono con il pubblico. È il vero cuore pulsante
dell'album.
3. Ur Askan
Versione originale: Prima Materia (2023)
La resa live (10:39): Tratto dal recente corso della band,
Ur Askan ("Dalle ceneri") chiude il disco con una carica catartica.
Rispetto all'esecuzione pulita e stratificata presente su Prima Materia, la
versione live guadagna in ruvidezza e dinamica. Il tema principale di chitarra
suona più incisivo e drammatico, librandosi su una trama di organo e flauto che
costruisce un crescendo finale liberatorio.
Un balsamo per la mente
Il titolo Panacea non è casuale: l'intenzione del gruppo è
quella di offrire un rimedio sonoro alle ansie della vita moderna. La
masterizzazione curata da Magnus Lindberg restituisce un suono organico, nitido
ma privo di artificialità, permettendo di percepire ogni minima sfumatura e
l'acustica calda dell'esibizione dal vivo.
Panacea non sostituisce gli album in studio degli Agusa, ma
li completa e li sublima. Per chi li conosce già è la conferma del loro status
di maestri della scena neo-prog/psych nordica; per chi non li ha mai ascoltati,
rappresenta una perfetta porta d'ingresso per comprendere la forza primordiale
del loro suono. Un acquisto caldamente consigliato, sia in digitale che nelle
sue eleganti edizioni in vinile.
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