PROGRESSIVE ROCK. '70/ '80/ '90 e oltre - Neo Prog. Psichedelic Prog. Heavy Prog. Crossover Prog. Symphonic Prog. Italian Progressive Rock. Eclectic Prog. Rock.
(QUESTA MUSICA TI SALVERA' LA VITA)
G E N E S I S M A R I L L I O N
A sei anni dal debutto con Human Error!, il progetto canadese ideato dal tastierista Johnny Maz torna in scena nel 2026 con "Two Places". Questa seconda fatica discografica rappresenta l'evoluzione ideale della band: la personalità sonora tracciata all'esordio non viene snaturata, ma trova qui un equilibrio espressivo e una consapevolezza compositiva nettamente superiori.
I dettagli dell'opera mettono in luce la varietà e la struttura dei brani:
Genere e Identità: Neo-Prog raffinato, capace di alternare aperture sinfoniche a momenti dall'impatto rock più marcato.
Architettura del disco: L'album si apre con la traccia Prelude (4:23) per poi snodarsi attraverso passaggi dal ritmo elaborato come Polyrhythm (6:38) e le suggestive atmosfere di The Old House (9:00).
I momenti chiave: Il pezzo centrale The Lovers, the Incompetent and the Asshole superando i 10 minuti evidenzia il dinamismo e la versatilità narrativa della formazione, mentre la lunga suite A New Soul (14:23) rappresenta il picco emotivo e strutturale dell'opera, prima del solenne epilogo affidato a Justice? (12:01).
L'interazione tra le tastiere di Johnny Maz, il lavoro chitarristico di JF Rémillard e la solida voce di Bönz riflette un'intesa naturale. Le trame melodiche risultano meno frammentate e meglio distribuite su durate importanti, dimostrando che l'ambizione delle lunghe suite è supportata da un'ottima gestione dei tempi e della dinamica.
"Two Places" conferma come i Code 18 hanno raggiunto la piena maturità artistica, regalandoci un lavoro coeso, ispirato e imprescindibile per gli amanti del progressive moderno.
Viaggiare nel tempo con la musica di "Temporal Illusion" di Rick Miller
Se state cercando un album che vi faccia staccare la spina dalla frenesia quotidiana e vi trasporti in un'altra dimensione, avete bussato alla porta giusta. Oggi parliamo di "Temporal Illusion", uno degli ultimi capitoli discografici del polistrumentista canadese Rick Miller.
Non fatevi spaventare da etichette complesse come "rock progressivo" o "art rock". Questo disco è, prima di tutto, un bellissimo viaggio sonoro accessibile a chiunque ami la buona musica.
Atmosfere da film e sogni ad occhi aperti
Fin dalle prime note, Temporal Illusion si presenta come una via di mezzo tra la colonna sonora di un film di fantascienza e un sogno lucido. Rick Miller ha un talento raro: sa creare un'atmosfera. La sua musica non è fatta per essere ascoltata di fretta mentre si lavora in casa; va assaporata, magari sul divano e a luci soffuse.
L'album si sviluppa come un flusso continuo.
Troverete:
Chitarre dolci e sognanti, che ricordano molto lo stile leggendario dei Pink Floyd.
Tastiere avvolgenti, che creano un sottofondo quasi spaziale, profondo e misterioso.
Una voce calda e sussurrata, che non urla mai, ma vi accompagna per mano attraverso le tracce.
Di cosa parla l'album?
Il titolo stesso, "Illusione Temporale", ci dà un indizio importante. Le canzoni ruotano attorno al concetto di tempo, memoria e nostalgia. Miller gioca con i suoni per farci sentire sospesi tra il passato e il futuro. È un album malinconico? Un po' sì, ma di quella malinconia piacevole e rilassante, che fa riflettere senza rattristare.
Perché vale la pena ascoltarlo
Spesso il rock progressivo viene accusato di essere troppo complicato, pieno di assoli infiniti e tecnicismi per pochi esperti. Rick Miller fa l'esatto contrario: toglie il superfluo e lascia spazio alle emozioni.
Le melodie sono semplici, pulite e colpiscono dritto al cuore. Non serve una laurea in conservatorio per godersi questo disco: basta avere voglia di lasciarsi andare.
Il mio verdetto
Ideale per chi cerca un'oasi di pace, per gli amanti dei Pink Floyd più atmosferici e chiunque voglia regalarsi un'ora di puro relax mentale.
Temporal Illusion è un album solido, elegante e senza tempo. Un ascolto che consigliamo caldamente di inserire nella vostra prossima playlist serale.
Con la pubblicazione di "The Moth", Devin Townsend sposta ancora una volta più in là l'asticella dell'audacia compositiva. L'opera si presenta non solo come un nuovo tassello della sua discografia, ma come una monumentale sintesi di sperimentazione, teatro musicale e Progressive Metal fuori da ogni canone formale.
Un Prog Metal fuori dagli schemi e un'impronta orchestrale totale
Se il Progressive Metal moderno tende spesso ad adagiarsi su manierismi tecnici e strutture prevedibili, Townsend sceglie la via dell'imprevedibilità. The Moth rifiuta i cliché del genere: i riff di chitarra, pur presenti e affilati, non sono il semplice centro attorno a cui ruota la traccia, ma diventano un ingranaggio all'interno di una macchina sonora molto più vasta.
La vera spina dorsale di quest'opera è la sua imponente componente orchestrale, che permea il disco dall'inizio alla fine. Non si tratta di un semplice strato di archi "aggiunto in post-produzione" per dare colore, ma di una vera e propria tessitura sinfonica e corale nativa, che dialoga costantemente con la sezione ritmica e le chitarre. Gli arrangiamenti d'orchestra spaziano da aperture maestose ed eteree a momenti drammatici e grotteschi, conferendo all'album la struttura di un'opera lirica/teatrale contemporanea.
Innovazione Sonora, Dualità e Concept
Il cuore di The Moth sta nella convivenza armoniosa tra elementi apparentemente inconciliabili:
Sintesi tra analogico, digitale ed elettronica: L'uso sapiente di sound design avanzato e tastiere si fonde con strumenti classici e cori imponenti.
Dualità vocale ed emotiva: La voce di Townsend spazia da registri melodici e confessionali a esplosioni aggressive e sguaiate, rispecchiando le tensioni liriche del disco.
Dinamica tra oscurità e luce: Il concept ruota attorno a temi esistenziali - il risveglio, la metamorfosi e il vuoto interiore -, espressi musicalmente attraverso improvvisi passaggi da quiete atmosferica a veri e propri muri di suono sinfonico.
Struttura dell'Opera e Viaggio d'Ascolto
I Brani di Apertura: Introduzioni atmosferiche e quasi cinematografiche mettono subito in chiaro le dimensioni del progetto, evolvendo lentamente in un crescendo dove orchestrazioni, sintetizzatori e chitarre tracciano il tema della trasformazione.
Il Cuore dell'Album: Le tracce centrali rappresentano il punto di massima fusione tra metal incontrollato e avanguardia sinfonica. Arpeggi complessi, sezioni ritmiche incalzanti e cori monumentali costruiscono un paesaggio sonoro in continua evoluzione.
La Conclusione: I brani finali tirano le fila dell'intero percorso narrativo. Attraverso interludi strumentali toccanti ed esplosioni sonore catartiche, l'album si chiude lasciando un forte impatto emotivo.
Confronto con il Passato ed Eredità Artistica
Rispetto a lavori del passato come Ocean Machine-Biomech (1977), Ziltoid The Omniscient (2007) o il Devin Townsend Project degli anni successivi, in The Moth si nota una maturità registica superiore. Se le sue produzioni storiche mantenevano comunque un ancoraggio più solido alle strutture del rock e del metal, qui l'artista canadese abbraccia pienamente la forma della suite sinfonica/operistica. L'influenza della musica classica, della world music e dell'elettronica d'avanguardia si fonde con l'aggressività del metal, rendendo quest'opera un ponte perfetto tra l'identità storica di Townsend e il suo futuro artistico.
Considerazioni Finali
"The Moth" è un'opera viscerale, complessa e ambiziosa. Un album che richiede ascolti attenti e che premia chiunque sia disposto a lasciarsi guidare all'interno di un viaggio sonoro privo di confini di genere. Per chi cerca nel Progressive Metal qualcosa di veramente unico, imprevedibile e cinematografico, questo lavoro rappresenta una tappa obbligata.
Con "Apocalypse", i Crown Lands inaugurano un nuovo capitolo della loro carriera, segnando un vero e proprio punto di svolta. Quest'album rappresenta un’evoluzione artistica matura, grazie a una fusione di dinamiche inaspettate, variazioni di ritmo e strutture complesse tipiche del rock progressivo.
Nelle righe successive analizzeremo l'album traccia per traccia, esplorandone le caratteristiche musicali con un occhio critico sui punti di forza e sulle sue (poche) debolezze.
Analisi Traccia per Traccia
1. Proclamation I (01:22)
La traccia d'apertura è un'introduzione sintetica che prepara l'ascoltatore all’esperienza successiva. In poco più di un minuto, Proclamation I stabilisce l'atmosfera con toni classici e chiari e qualche arrangiamento minimalista, introducendo temi ricorrenti che verranno espansi in seguito. Breve e concisa, conferisce un immediato senso di anticipazione.
2. Foot Soldiers of the Syndicate (04:20)
Qui la band dimostra già una certa ambizione sonora. Il brano si distingue per la perfetta fusione di ritmi incalzanti con voce del vocalist che crea una forte suspense. La dinamica varia tra sezioni morbide e passaggi intensi, mostrando la capacità dei Crown Lands di modulare il ritmo in maniera sofisticata. Una delle tracce più rappresentative dell’anima prog dell'album.
3. Through the Looking Glass (03:45)
Con un titolo che richiama mondi paralleli e riflessioni oniriche, questo brano offre un’esperienza ricca di sonorità e suggestioni viscerali. Gioca con cambi di tonalità e sezioni strumentali ben definite, omaggiando i giganti del rock progressivo senza cadere nella semplice ripetitività. Cattura l’attenzione grazie all'ottima alternanza di qualche passaggio tranquillo ed esplosioni dinamiche.
4. Blackstar (04:00)
Una composizione bilanciata e intrigante. Si caratterizza per l’uso sapiente della stratificazione degli strumenti e per una progressione ritmica che mantiene costantemente attivo l’interesse di chi ascolta. La transizione tra momenti introspettivi e picchi di energia evidenzia la versatilità del gruppo. Nonostante la struttura compatta, l'impatto emotivo è notevole.
5. The Fall (04:31)
La band si cimenta in una traccia che esplora le tematiche di discesa e rinascita. La sua struttura, arricchita da continui cambiamenti di tempo, offre momenti di tensione alternati a passaggi distensivi, creando un percorso emotivo unico. L’uso di elementi sonori sperimentali aggiunge ulteriore profondità, confermando una netta crescita artistica.
6. The Revenants I (05:29)
Questo brano si distingue per una narrazione musicale che evoca immagini e sensazioni di mistero. The Revenants I si sviluppa come un vero viaggio interiore. La capacità della band di fondere elementi classici del genere con innovazioni strutturali moderne risulta qui particolarmente evidente.
Il pezzo forte, una suite di ben 19 minuti che rappresenta un impegno sia tecnico che emozionale.
Apocalypse è un viaggio sonoro caratterizzato da continui cambi di tempo, lunghi passaggi strumentali e sezioni vocali che alternano intensità e delicatezza. La durata estesa permette alla band di sperimentare in maniera quasi cinematografica. La struttura modulare potrebbe risultare impegnativa per i non avvezzi al genere, ma costituisce il vero fulcro dell’album, permettendo di esplorare ogni sfumatura del rock progressivo.
In conclusione, "Apocalypse" si configura come un'operazione fondamentale per i Crown Lands. L’album conferma il talento del gruppo nel bilanciare struttura e dinamica ritmica, muovendosi agilmente tra brevi interventi introspettivi e suite monumentali, mostrando incredibile capacità di creare atmosfere, gestione magistrale delle variazioni di ritmo e coraggio sperimentale.
Se siete appassionati di rock progressivo, vi invitiamo a scoprire l’album sulle principali piattaforme di streaming e a lasciarvi trasportare da questo incredibile viaggio sonoro.
Welcome to my blog! Below you will find a deep dive into this progressive rock gem. While the text is in Italian, you can easily use your browser's translation tool to follow along. Let's celebrate the great history of prog music together!
Angine de Poitrine - La rivoluzione geometrica del Prog
Il panorama del progressive rock sta vivendo un’autentica stagione di rivoluzione. A guidare questa carica c'è un misterioso duo canadese che, con il nuovo album "Angine de poitrine - Vol. II", riesce a stravolgere i canoni tradizionali del genere con una dose incredibile di stravaganza, audacia e personalità. Proveniente dalle gelide e suggestive terre del Canada, questo progetto ha messo a frutto anni di intensa attività e approfondite influenze musicali, creando un connubio sonoro unico in cui tradizione e innovazione si fondono alla perfezione.
Un ponte tra i giganti del passato e il modernismo cosmico
Attivo da oltre un decennio, il duo ha costantemente sperimentato nuove sonorità, sposando i toni epici e complessi del progressive con una capacità ineguagliabile di reinventare la materia musicale. Le loro radici canadesi emergono non solo nella predilezione per atmosfere eteree e paesaggi sonori inaspettati – che quasi richiamano la vastità della loro terra d'origine – ma anche in una tecnica esecutiva tanto meticolosa quanto coraggiosa.
In “Angine de poitrine - Vol. II” si avvertono chiaramente gli echi di giganti del calibro di KingCrimson e Yes, con richiami ideali a pietre miliari come "In the Court of the Crimson King" e "Fragile". Tuttavia, non si tratta di una sterile operazione nostalgia: i classici vengono qui rivisitati in chiave moderna attraverso un’interpretazione profondamente personale e sperimentale.
Uno spunto interessante è dato dalcontrasto tra il titolo dell'album, che evoca un senso di oppressione clinica e ansia, e la grandiosità ariosa delle composizioni creando un cortocircuito affascinante. È un prog che gioca con i contrasti, tra la fredda precisione geometrica dei passaggi tecnici e il calore emotivo delle melodie.
Architettura sonora e cura del dettaglio
Fin dalle prime battute, l’album dimostra una padronanza totale della scrittura e della composizione. Ogni nota e ogni sfumatura sono il risultato di scelte meditate e di un missaggio estremamente curato. Le transizioni tra i passaggi strumentali virtuosistici e i momenti di intensa riflessione scorrono in modo fluido, senza mai risultare forzate.
La scelta di sperimentare con diversi temperamenti e modalità di esecuzione ha permesso ai due musicisti di innovare il ventaglio sonoro del prog contemporaneo, introducendo elementi modernisti e di sound design elettronico senza mai rinnegare la profondità dell’arte tradizionale.
Un plauso particolare va alla qualità del missaggio e del master finale, che offrono una resa sonora impeccabile:
Stratificazioni elettriche: La chitarra ed i suoi loop si intrecciano senza mai saturare lo spazio.
Effetti stravaganti: Donano un calore vintage che contrasta con la produzione moderna.
Linee di sovrapposizioni ritmiche: Un vero e proprio motore che garantisce tridimensionalità all'ascolto.
Questa cura maniacale per il bilanciamento delle frequenze e la spazialità del suono consente all’ascoltatore di scoprire dettagli inediti a ogni nuovo ascolto, rendendo ogni brano un piccolo universo da esplorare.
Un manifesto per il Progressive contemporaneo
Il lavoro celebrato in “Angine de poitrine - Vol. II” si caratterizza per la capacità di sfidare l'ascoltatore attraverso strutture ritmiche complesse e armonie inaspettate. La passione per il genere è palpabile: il duo ha saputo valorizzare sia le influenze del passato, dai primi esperimenti dei Pink Floyd fino alle geometrie heavy dei Dream Theater, amalgamandole in un’opera d’arte che sfida qualsiasi definizione preconcetta.
L’album si configura come una vera e propria dichiarazione d’intenti. I momenti di introspezione alternati a esplosioni di pura energia creativa dimostrano quanto questo disco sia una gemma rara. In un’epoca in cui il progressive viene spesso etichettato come genere di nicchia o autoreferenziale, questo duo canadese si distingue con originalità e fermento, conquistando l’attenzione di un pubblico sempre più esigente.
Complessivamente, “Angine de poitrine - Vol. II” èun’esperienza sensoriale completa, in cui tecnica ed emotività si incontrano per dare vita a una narrazione stimolante. Con il suo approccio innovativo e una produzione monumentale, il duo si posiziona di diritto tra i protagonisti indiscussi della nuova ondata progressive.
Se sei un amante del genere, se vuoi lasciarti trasportare da suoni che sfidano la convenzionalità e desideri un’opera che sappia valorizzare ogni singolo secondo di musica, non perdere l’occasione di immergerti in questo lavoro.
Un ascolto imprescindibile per il 2026
Ascolta “Angine de poitrine - Vol. II” su tutte le principali piattaforme di streaming e lasciati conquistare dalla magia di un duo che è pronto a scrivere una nuova, straordinaria pagina di storia musicale.
In un panorama musicale in continua evoluzione, il progressive rock continua a esercitare un fascino innegabile, attirando ascoltatori con sonorità innovative e complesse narrazioni. The Passing, Album d'esordio di Jacob Roberge, si presenta come un'opera che non solo celebra la tradizione del genere, ma la reinterpreta attraverso una lente contemporanea. Con melodie incantevoli e arrangiamenti audaci, questa produzione promette di catturare l'immaginazione degli appassionati e di invogliarli a scoprire le sfumature di un viaggio sonoro inaspettato.
Jacob Roberge nel suo album The Passing, con una fusione di melodie minimaliste e arrangiamenti orchestrali stravaganti, ci invita a esplorare un mondo sonoro che riflette tanto la sua crescita artistica quanto le influenze che lo hanno plasmato. Se c'è una lezione che il progressive rock ci ha insegnato nel corso degli anni, è che ogni nota e ogni parola possono trasmettere profonde emozioni e raccontare storie straordinarie. Con The Passing, Jacob Roberge prende questa lezione a cuore, proponendo un'interpretazione audace e riflessiva del genere. Il suo stile, pur conservando un legame con la tradizione, si distingue per una freschezza inaspettata, configurando un album che promette di catturare i cuori e le menti degli ascoltatori, spingendoli a riflettere sulle emozioni e sulle esperienze che accompagnano la musica nel suo insieme.
Ma veniamo adesso all’essensa di questo lavoro straordinario.
"The Passing" inizia con una melodia minimal del pianoforte "The Long Way Home", accompagnata da delicati tocchi acustici. Questo strumento rimane predominante, intrecciandosi con elementi orchestrali e culminando in un potente crescendo, dove gli archi si fondono con un dolce assolo di chitarra. Questa apertura incantevole, arricchita da eleganti riff di basso e melodie avvolgenti, stabilisce il tono dell'album. La musica cattura l'essenza del prog rock, richiamando lo stile prog contemporaneo, e bilancia abilmente momenti di malinconia con assoli esuberanti. Jacob Roberge mette in risalto ciascuno strumento, creando brani memorabili in cui il basso si alterna con la voce e assoli di chitarra eterei. L'album presenta elementi classici del prog rock mescolati a influenze distintive, chiaramente visibili nell'epica "The Passing", una suite di 32.00 minuti dove Roberge mostra tutto il suo notevole potenziale come talento emergente nella scena symphonic prog,
In sintesi, "The Passing" di Jacob Roberge rappresenta un'affermazione importante nel panorama del prog rock contemporaneo, grazie alla sua abilità di creare melodie incantevoli supportate da arrangiamenti sofisticati. In conclusione, questo album si distingue per la sua capacità di mescolare nostalgia e innovazione, facendolo risuonare con il pubblico moderno pur rimanendo radicato nelle tradizioni del prog rock. Roberge ha tutte le potenzialità per diventare una figura di spicco nel genere. In definitiva, "The Passing" è un'opera che offre uno sguardo stimolante sul talento emergente di Roberge. Proseguendo sul suo cammino di sviluppo musicale, c'è da aspettarsi che nei suoi futuri lavori potrà ulteriormente affinare la sua visione artistica e abbracciare la piena potenzialità di un compositore di progressive rock.
Il rock progressivo del Quebec degli anni '70 rappresenta u'epoca vibrante e innovativa nella storia della musica. L'adattamento delle tendenze globali del rock progressivo ha portato un sound distintivo, caratterizzato da complessità strutturale, sperimentazioni sonore ed eclettismo musicale. Questo periodo ha visto gruppi e artisti spingersi oltre i confini tradizionali del rock, incorporando elementi di jazz,
musica classica, folk e avant-garde, riflettendo l'identità unica e diversificata del Quebec, distinguendosi per l'uso creativo di strumentazioni, strutture armoniche complesse, liriche e poetiche spesso incentrate su temi sociali e politici. La lingua francese aggiunge un ulteriore layer di originalità, rendendo la musica intimamente legata all'identità culturale del Quebec. Al di là dei testi, l'approccio alla composizione è audace, con esplorazioni di lunghe suite musicali, cambi di tempo dinamici e l'integrazione di segmenti strumentali estesi, creando paesaggi sonori ricchi e stratificati. Ognuno dei 20 brani di questa compilation dimostra la straordinaria capacità di sperimentazione e innovazione, raccontando una storia non solo attraverso le parole, ma tramite la musica stessa.
Tracklist: CD 1
01) Morse Code - La Marche Des Hommes
02) Offenbach - Marylin
03) Harmonium - En Pleine Face
04) Jacques Tom Rivest - Voyage Au Tibet
05) Rush - Xanadu
06) Klaatu - The Loneliest Of Creatures
07) Contraction - Claire Fontaine
08) Maneige - Les Epinettes
09) Octobre - Le Chant Du Guerrier
10) Vos Voisins - Voisins (Mon Chum)
01) Morse Code - La Marche Des Hommes
01) La marcia ritmica che apre "La Marche Des Hommes" dei Morse Code si sviluppa in una suite complessa, in cui l'alternarsi di momenti lirici e ricchi di tensione racconta la progressione dell'uomo attraverso la storia. La composizione è imbottita di cambi di tempo audaci che stimolano l'attenzione dell'ascoltatore e lo invitano in un viaggio emotivo e riflessivo senza pari.
Morse Code - La Marche Des Hommes
02) Offenbach - Marylin
02) "Marylin" degli Offenbach spicca per la sua capacità di mescolare melodie accattivanti con un rock energico. Il brano è un omaggio alla figura iconica di Marylin Monroe e la band riesce a catturare l'essenza della sua tragedia personale attraverso un'atmosfera malinconica, mantenendo allo stesso tempo un ritmo che invita ad un ascolto attento.
Offenbach - Marylin
03) Harmonium - En Pleine Face
03) "En Pleine Face" degli Harmonium si distingue per le sue intricate composizioni e dinamiche, Il brano fluttua tra momenti di quieta introspezione e esplosioni di energia, creando un contrasto che riflette i conflitti interni esplorati nel testo. La band utilizza una vasta gamma di strumenti acustici per arricchire la composizione, rendendo ogni ascolto un'esperienza nuova e profondamente emotiva.
Harmonium - En Pleine Face
04) Jacques Tom Rivest - Voyage Au Tibet
04) "Voyage Au Tibet" di Jacques Tom Rivest è una traccia che si discosta nettamente dalla formula tradizionale rock, incorporando elementi etnici e strumenti non convenzionali che evocano i paesaggi mistici del Tibet. Questo brano rappresenta un vero e proprio viaggio spirituale, arricchito da testi contemplativi e melodie evocative che trasportano l'ascoltatore in un'altra dimensione.
Jaques Tom Rivest - Voyage Au Tibet
05) Rush - Xanadu
05) I Rush, con "Xanadu", riescono magistralmente a fondere il rock progressivo con la letteratura, ispirandosi all'omonima poesia di Samuel Taylor Coleridge. Il brano è un epico viaggio attraverso sonorità elaborate e una narrazione intensa, che esplora il desiderio dell'uomo di raggiungere l'immortalità. Riuscendo a creare un ambiente sonoro intricato, "Xanadu" rimane uno dei brani più innovativi del periodo.
Rush - Xanadu
06) Klaatu - The Loneliest Of Creatures
06) "The Loneliest of Creatures" dei Klaatu cattura l'attenzione per la sua atmosfera intima e riflessiva. Il brano esplora la solitudine e l'isolamento attraverso arrangiamenti delicati e una narrazione poetica, creando un contrasto emotivo profondo. L'utilizzo di armonie vocali eteree e la stratificazione di texture sonore contribuiscono a creare un'esperienza d'ascolto quasi mistica.
Klaatu - The Loneliest Creatures
07) Contraction - Claire Fontaine
07) "Claire Fontaine" dei Contraction si distingue per l'uso innovativo delle armonie e per una struttura complessa che mantiene l'ascoltatore in una tensione continua. Il brano è un esperimento sonoro che sfida le convenzioni, fondendo elementi jazz con il rock progressivo e riuscendo a creare un'atmosfera unica e inconfondibile.
Contraction - Claire Fontaine
08) Maneige - Les Epinettes
08) I Maneige, con "Les Epinettes", offrono un'esplosione di pattern ritmici complessi che evidenziano la maestria tecnica dei musicisti. Il brano è un intricato labirinto sonoro, dove ogni strumento gioca un ruolo cruciale nel creare un tessuto musicale ricco e variegato, pieno di sorprese.
Maneige - Les Epinettes
09) Octobre - Le Chant Du Guerrier
09) "Le Chant Du Guerrier" degli Octobre è un potente inno che unisce drammaticità e intensità. Il brano si sviluppa attraverso una crescente tensione musicale e lirica, culminando in un apice emotivo sorprendente. La capacità della band di intrecciare melodie evocative con un testo carico di significato ne fa un esempio emblematico di come il rock progressivo possa eccellere nella narrazione musicale.
Octobre - Les Nouvelles Terres (Full album)
"Le Chant Du Guerrier" è il secondo brano
10) Vos Voisins - Voisins (Mon Chum)
10) "Voisins (Mon Chum)" dei Vos Voisins è una testimonianza dell'innata capacità del rock progressivo di sperimentare oltre i confini. Con un approccio quasi sperimentale alla composizione e all'arrangiamento, il brano mescola sonorità psichedeliche con testi profondamente personali, offrendo un'immersione totale in un'esperienza unica, dove il confine tra realtà e visione diventa indistinto.
Vos Voisins - Voisins (Mon Chum)
Tracklist: CD 2
01) Nightwinds - As The Crow Flies
02) Saga - The Perfectionist
03) Et Cetera - Eclaircie
04) Pollen - Vivre la Mort
05) FM - Phasors on Stun
06) Jackal - At the Station
07) Dionysos - Agneau de Dieu
08) Fiori & Segun - Ca Fait du Bien
09) Lighthouse- You and Me
10) Sloche - Algebrique
01) Nightwinds - As The Crow Flies
1) In "As the Crow Flies" i Nightwinds mettono in mostra un'ambientazione sonora coinvolgente che unisce tecniche di narrazione a una strumentazione ricca. La traccia è impreziosita da intricate parti di tastiera e da un contesto ritmico dinamico, che funge da tela sulla quale si dipanano evocative melodie vocali. La capacità del gruppo di equilibrare intensità emotiva con la precisione tecnica illustra l'essenza del rock progressivo del Quebec.
Nightwinds - As The Crow Flies
02) Saga - The Perfectionist
2) "The Perfectionist" dei Saga esemplifica l'abilità compositiva del gruppo attraverso un'accattivante apertura acustica che precede l'esplosione in un'avventura musicale elettrificante. Gli sviluppi tematici si succedono con precisione disarmante, conducendo l'ascoltatore attraverso una serie di variazioni emotive e sonore. La fusione dei riff di chitarra con passaggi sintetizzati crea un'esperienza sonora multi faccettata, sottolineando la maestria tecnica al centro del genere.
Saga - The Perfectionist
03) Et Cetera - Eclaircie
3) "Eclaircie" degli Et Cetera è una composizione che affascina per la sua delicata tessitura armonica e l'ambientazione intimista. Il Brano fonde dolci melodie vocali con l'uso meditabondo di strumenti acustici. Questo brano evidenzia la capacità del genere di incanalare profondi stati d'animo attraverso la musica, offrendo una pausa riflessiva nell'ascolto dell'intero album.
Et Cetera - Et Cetera (Full album) Eclaircie è il secondo brano
04) Pollen - Vivre la Mort
4) "Vivre La Mort" dei Pollen si contraddistingue per i suoi temi profondi e gli arrangiamenti melodici audaci. L'utilizzo innovativo di armonie vocali e la combinazione di strumenti elettrici con sezioni orchestrali conferiscono al brano una potenza e una profondità che riflettono la serietà del tema trattato. E' un esempio eloquente di come il rock progressivo possa essere allo stesso tempo evocativo e intellettualmente stimolante.
Pollen - Vivre La Mort
05) FM - Phasors on Stun
5) Gli FM in "Phasos on Stun" esplorano nuove dimensioni sonore attraverso l'uso di sintetizzatori ed effetti elettronici, creando paesaggi sonori futuristici. La traccia fa uso di texture innovative e di sequenze ritmiche sperimentali, dimostrano come il rock progressivo del Quebec abbia abbracciato la tecnologia per espandere i confini della composizione musicale. Il brano sta a testimoniare il desiderio di esplorazione e l'apertura verso nuove possibilità sonore caratteristiche del periodo.
FM - Phasors on Stun
06) Jackal - At the Station
6) "At the Station" dei Jackal offre un esempio perfetto di come i riff di chitarra e i ritmi complessi possano essere utilizzati per costruire un brano dinamico ed avvincente. Il brano si sviluppa attraverso l'intreccio di sezioni ritmiche articolate e assolo di chitarra incisivi, manifestando l'energia e la vitalità che hanno alimentato la scena del Rock Progressivo nel Quebec.
Jackal - At the Station
07) Dionysos - Agneau de Dieu
7) "Agneau de Dieu" dei Dionysos incarna la tendenza di molti gruppi di rock progressivo del Quebec di toccare temi di simbolismo e spiritualità nelle loro opere. La profondità dei testi si accompagna a composizioni musicali che invitano alla riflessione, attraverso l'uso di melodie suggestive e arricchite da un profondo senso emotivo. Questo brano sottolinea l'intreccio tra musica e significati più ampi che caratterizzano il genere.
Dionysos - Agneau de Dieu
08) Fiori & Segun - Ca Fait du Bien
8) "Ca Fait Du Bien" dei Fiori & Sèguin è un'espressione di pura gioia e ottimismo, che si distingue per le sue melodiose linee vocali e l'accompagnamento chitarristico evocativo. La semplicità dell'arrangiamento contrasta con la ricchezza emotiva del testo, offrendo un momento di leggerezza intriso di significato. E' una dimostrazione di come con il rock progressivo si possano toccare corde diverse, celebrando la varietà dell'esperienza umana attraverso la musica.
Fiori & Sèguin - Ca Fait Du Bien
09) Lighthouse- You and Me
9) La traccia "You and Me" dei Lighthouse riflette l'abilità del gruppo nel tessere elementi di rock, jazz e orchestrali in una composizione coesa e impressionante. La dinamica sezione di ottoni e gli intricati passaggi di pianoforte sottolineano l'approccio innovativo alla strumentazione, mentre l'armonia vocale arricchisce la dimensione emotiva del pezzo. Questo brano rappresenta un eccellente esempio di come la fusione di generi possa risultare in musiche straordinariamente originali e suggestive.
Lighthouse - You and Me
10) Sloche - Algebrique
10) "Algebrique" degli Sloche esplora la complessità ritmica e melodica attraverso la poliritmia e l'uso audace di sincopi e cambi di tempo. La straordinaria tecnica strumentale di ciascun membro del gruppo contribuisce a creare un tessuto musicale denso e avvolgente. Questa traccia dimostra il desiderio incessante di sperimentazione che definisce il Rock Progressivo del Quebec, chiudendo il cerchio su un'epoca irripetibile di pionierismo musicale.
Sloche - Algebrique
Questi 20 brani rappresentano un periodo unico e irripetibile nella storia della musica, caratterizzato da una fervente sperimentazione e da un desiderio inesauribile di esplorare nuovi orizzonti musicali. Il Rock Progressivo del Quebec degli anni '70 continua a essere una fonte di ispirazione per musicisti ed ascoltatori in cerca di esperienze autentiche e innovative.
Questo è il primo album solo del chitarrista e compositore Jacques Tom Rivest dei Canadesi Pollen. Eccellente lavoro di prog romantico e sinfonico con riferimenti mai banali a Genesis, Gentle Giant ed anche alla nostra PFM. Le tastiere veramente essenziali, ricamano meravigliosi tappeti sonori, nei brani più acustici la chitarra 12 corde di Jacques ci consiglia di sederci per ascoltare con attenzione quanto di emozionante arriva alle nostre orecchie. Questo, anche se è il primo lavoro di questo bravo chitarrista, sembra il proseguo naturale dell'album omonimo e capolavoro dei "Pollen" pubblicato nel 1976.
Disco essenziale per qualsiasi fan del progressive rock.
Tracks list:
1) Dimanche 02:10
2) La Langue De Son Pays 05:48
3) Voyage Au Tibet 07:20
4) Clown D'un Soir 3:40
5) Messager Du Temps 03.43
6) Toujours Plus Haut 03:47
7) La Nuit 04:54
8) Truver Ma Libertè 04:13
9) Laisse Toè Donc Aller 03:20
Line up:
Jacques Tom Rivest - Voce,Piano, Chiarra Acustica e Chitarra Elettrica 12 corde
Richard Lemoyne - Organo Hammond, Mini Moog e Polymoog
Daniel Mathieu - Basso
Serge Courchesne - Batteria, Percussioni, Flauto e Corno Francese
Ancora un grande album di prog sinfonico, i ragazzi di questa band canadese sembra siano stati cresciuti con proteine alla “Genesis” e vitamine alla “Gentle Giant”, il tutto sapientemente condito con spezie di “Renaissance” ed “Happy The Man”. A rendere però questo lavoro di eccellente fattura ci pensano i “Leitmotiv” aggiungendo nuove idee ed atmosfere inaspettate. I brani sono ottimamente eseguiti e le registrazioni sono di ottima qualità. Allora vi rimando al sito del gruppo, dove potete ascoltare qualche frammento dei loro brani, e naturalmente comprare il disco. Vivamente Raccomandato.
Line-up
Sebastien Jean-Troestler : Electric Guitar
Philippe De Bourg : Keyboards,Piano,Back Vocals
Olivier Boucher : Bass,Back Vocals
Jean-David Vien : Drums and Percussion
Charles-Gendron Carrier : Vocals,Electric and Acoustic Guitar
Tracks list:
01) Life 15:51
02) The Becoming 02:32
03) The Fields 05:54
04) Strangers 07:03
05) Entangled 05:00
06) The Crash 05:18
07) Farewell 07:47
08) And Then Came The Day That He Was Dead 05:48
09) Lying In The Grounds 03:32
10) Visions Of A City Of Ashes 01:19
Alcune foto del tour di "A Trick Of The Tail" dei The Musical Box, apprezzata cover band dei Genesis.
Band fantastica che riesce come una macchina del tempo a riportare indietro l'orologio per farvi assistere ad uno spettacolo unico, memorabile. chi non ha avuto la fortuna di assistere nei '70 ai concerti dei Genesis, non potrà per nessuna ragione non partecipare alle performance offerte dai The Musical Box.
A Trick Of The Tail - Il Tour dei Musical Box ha fatto tappa l' 08 novembre al Gran Teatro di via Tor Di Quinto a Roma. Autentica macchina del tempo, a riportato indietro di trenta anni un pubblico estasiato e per l'occasione ringiovanito dalla stupefacente performance del gruppo.
Dopo " Foxtrot", "Selling England By The Pound" e "The Lamb Lies Down On Broadway" e arrivato infatti il momento di un'altro grande tour , quello di " A Trick Of The Tail" .
Lo show è stato una "standing ovation" dei tanti fans dei Genesis giunti a Roma.
La band canadese è riuscita a stupire ancora una volta per aver ricreato in maniera perfetta, musiche, coreografie, effetti speciali e luci per uno spettacolo indimenticabile.
La scaletta riproposta naturalmente è stata la stessa del tour dei Genesis del 1976.
01 - Dance On A Volcano
02 - The Lamb Lies Down On Broadway
03 - Fly On A Windshield
04 - Carpet Crawlers
05 - Cinema Show
06 - Robbery Assault, And Battery
07 - White Mountain
08 - Firth Of Fifth
09 - Entangled
10 - Squonk
11 - Supper's Ready
12 - I Know What I Like
13 - Los Endos
14 - It/Watcher Of The Skies
The Musical Box: Denis Cagnè ( Phil Collins ) , Francois Gagnon ( Steve Hackett ), Sebastien Lamothe ( Mike Rutherford ) , Gregg Bendian ( Bill Bruford ) , David Myers ( Tony Banks )