Dall'Austria dei Kyrie Eleison ci spostiamo in Germania. Ma attenzione: dimentica per un attimo il Krautrock cosmico, ipnotico e ripetitivo dei corrieri cosmici come i Tangerine Dream o i Can. Entriamo nel mondo dei Grobschnitt, una delle band più eclettiche, teatrali e straordinariamente uniche dell'intera scena tedesca, capace di unire suite sinfoniche di proporzioni bibliche a una straripante dose di ironia e follia da palcoscenico.
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| Grobschnitt - Rockpommel's Land |
Rubrica Storie delle prog band minori: Grobschnitt
Se c'è un elemento che spesso viene ingiustamente negato al progressive rock, quello è il senso dell'umorismo. Molti giganti del genere si prendevano maledettamente sul serio, ma non i Grobschnitt. Nati ad Hagen all'inizio degli anni '70, questi musicisti tedeschi hanno dimostrato che si poteva spingere la complessità musicale ai massimi livelli senza mai perdere la voglia di giocare, travestirsi e far divertire il pubblico.
Definirli "minori" è quasi un'ingiustizia storica se si guarda alla loro popolarità in patria, ma fuori dai confini tedeschi rimangono una perla sotterranea tutta da riscoprire, specialmente per il loro vertice assoluto: il monumentale concept album "Rockpommel's Land" del 1977.
Molto più di una band: Un circo progressivo
La storia dei Grobschnitt ha radici teatrali. I membri della band non usavano i loro veri nomi, ma pseudonimi stravaganti che ne sottolineavano l'attitudine da commedia dell'arte: il leader spirituale e chitarrista Lupo (Gerd Otto Kühn), il cantante e polistrumentista Wildschwein (Stefan Danielak), il tastierista Mist (Volker Kahrs) e il batterista/percussionista Eroc (Joachim Heinz Ehrig), una vera e propria leggenda dietro le pelli e in cabina di regia.
I loro concerti erano leggendari e potevano durare ore. Non erano semplici esibizioni, ma veri e propri happening caotici fatti di scherzi autolesionisti, maschere strambe, fuochi d'artificio artigianali e una teatralità dissacrante che anticipava, in modo bizzarro, certe intuizioni della new wave.
Rockpommel's Land: La risposta tedesca a "Close to the Edge"
Dopo aver sperimentato sonorità più aspre e space-rock nei primi lavori, i Grobschnitt trovano la formula magica nel 1977 con Rockpommel's Land. L'album è una fiaba in musica incentrata sul viaggio di un ragazzino di nome Ernie e di un grande uccello della fantasia chiamato Maraboo.
La copertina, squisitamente illustrata con uno stile che ricorda le fiabe d'altri tempi, introduce un sound che è un tripudio di prog sinfonico radioso ed elegante:
L'intreccio tastiere-chitarra: Mist crea tappeti orchestrali perfetti, dominati da Mellotron e sintetizzatori, sui quali Lupo ricama assoli di chitarra fluidi, puliti e fortemente melodici che richiamano da vicino lo stile di Steve Howe degli Yes.
Le Suite e la dinamica: Il disco è composto da solo quattro tracce, culminanti nella monumentale title-track di oltre venti minuti che occupa l'intera seconda facciata del vinile. Nonostante la lunghezza, la musica vola via con una leggerezza disarmante, alternando momenti di pura delicatezza acustica cantata in inglese a esplosioni sinfoniche di una solarità e di una bellezza commoventi.
Un'eredità intramontabile
I Grobschnitt continueranno a suonare per tutti gli anni '80, modificando il loro sound verso il pop-rock e la Neue Deutsche Welle (la new wave tedesca), prima di sciogliersi e poi riunirsi parzialmente nei decenni successivi. Ma la magia racchiusa nel loro periodo d'oro degli anni '70 rimane ineguagliata.
Rockpommel's Land non è solo un disco fondamentale per capire il prog sinfonico teutonico, ma è la prova di come il rock progressivo potesse essere profondo, complesso e favolistico, senza per forza risultare freddo o accademico.
Un primo ascolto: Quì
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