Dalla drammaticità solenne dei Metamorfosi ci spostiamo in Lombardia per scoprire uno dei dischi concettuali più raffinati, poetici ed eleganti dell'intera storia del rock progressivo italiano: "Intorno alla mia cattiva educazione" degli Alusa Fallax.
Pubblicato nel 1974 per la Fonit Cetra, questo concept album rappresenta una perfetta sintesi tra il sinfonismo classico, delicate sfumature jazz-rock e un lirismo introspettivo di rara bellezza.
Rubrica Storie delle prog band minori: Alusa Fallax
Nel 1974, nel pieno dell'età d'oro del prog nostrano, gli Alusa Fallax danno alla luce un'opera dalla sensibilità e dalla maturità compositiva disarmanti. Il loro unico album in studio, "Intorno alla mia cattiva educazione", affronta il tema della crescita individuale, dei condizionamenti sociali e del difficile scontro tra la libertà dell'individuo e le imposizioni del mondo adulto.
Un viaggio sonoro fluido e continuo, in cui le tredici tracce si fondono l'una nell'altra creando un unico, grande affresco musicale prive di frammentazioni artificiali.
Polistrumentismo e finezza d'arrangiamento
A rendere il suono degli Alusa Fallax così ricco e variegato è l'eccezionale versatilità dei suoi musicisti. La formazione vedeva Augusto "Duty" Cirla alla voce solista, batteria, campane e flauto dolce, affiancato da Guido Gabet alle chitarre (elettrica ed acustica) e cori, Massimo Parretti a un parco tastiere d'altissimo livello (pianoforte, organo, clavicembalo e sintetizzatore ARP), Mario Cirla ai sassofoni (tenore e contralto), flauto traverso, corno francese e cori, e Guido Cirla al basso e cori.
L'uso sapiente e mai invadente dei fiati (flauto, sax e corno francese) regala all'album una tavolozza cromatico-sonora calda e avvolgente, che spazia dal sinfonismo di stampo classico a suggestivi tocchi pastorali.
Intorno alla mia cattiva educazione (1974): L'evoluzione di un'anima
L'album si sviluppa come un racconto ininterrotto che guida l'ascoltatore attraverso le varie tappe della consapevolezza:
I primi passi e la presa di coscienza: Dalla delicata introduzione di Soliloquio e Non Fatemi Caso, si passa a brani come la title-track Intorno Alla Mia Cattiva Educazione, Fuori Di Me, Dentro Di Me e Riflessioni Al Tramonto. Qui arpeggi acustici, fughe di pianoforte e interventi di flauto si alternano a vigorosi stacchi ritmici e melodie vocali intense.
La critica alle convenzioni: Brani più brevi e tirati come Il Peso Delle Tradizioni, Carta Carbone e Perchè Ho Venduto Il Mio Sangue mettono in luce il lato più aggressivo ed energico del gruppo, dove il synth ARP e il sax disegnano trame serrate e graffianti.
La rinascita e il finale sinfonico: Nella parte conclusiva, con Per Iniziare Una Vita, E' Oggi, E' Così Poco Quel Che Conosco, Ciò Che Nasce Con Me e la maestosa Splendida Sensazione, la musica si dilata. Tra crescendo d'organo, assoli di chitarra carichi di pathos e un intreccio polifonico tra le voci ed i fiati, l'album si chiude con una liberatoria e sognante apertura verso il futuro.
Una meteora di pura classe
Nonostante il valore artistico assoluto dell'opera e l'ottima risposta della critica, gli Alusa Fallax non riuscirono a dare un seguito a questo capolavoro, sciogliendosi poco tempo dopo.
Ciononostante, "Intorno alla mia cattiva educazione" rimane una pietra miliare del prog italiano: un album equilibrato, profondo e arrangiato con una maestria che continua a incantare generazioni di appassionati.
Un Primo Ascolto: Quì
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