mercoledì 23 settembre 2026

Rubrica: Brevi Storie delle prog band minori (Capitolo VIII°) Part. I° (Italia) Semiramis

 Questa ottava cinquina (+ 1) delle brevi storie delle prog band minori è completamente dedicata al RPI

Cover album Dedicato a Frazz - Semiramis 1973

Rubrica Storie delle prog band minori: Semiramis

Nel 1973, nel pieno del fermento creativo della scena romana, un gruppo di ragazzi appena maggiorenni dà alle stampe per la Trident Records un disco destinato a diventare un pilastro imprescindibile del rock progressivo italiano: "Dedicato a Frazz". Quella band si chiamava Semiramis e l'album rappresenta un'esplosione di aggressività, tecnica e lirismo tragico che non ha eguali nell'intera produzione d'epoca.

Un lavoro tirato, complesso e scuro, dove la giovinezza dei componenti si traduce in una furia espressiva travolgente, priva di qualsiasi filtro o banale concessione commerciale.

Virtuosismo precoce e sonorità imponenti

Ciò che rende incredibile l'unico LP dei Semiramis è l'altissima perizia tecnica profusa da una formazione giovanissima. Il gruppo vedeva un sedicenne Michele Zarrillo alla voce solista, chitarra elettrica ed acustica (oltre che autore delle musiche), affiancato da Giampiero Artegiani ai sintetizzatori e chitarre (classica e 12 corde), Maurizio Zarrillo ad un arsenale di tastiere (pianoforte gran coda, organo Eminent, piano elettrico, synth, clavicembalo etc.), Marcello Reddavide al basso, campane ed effetti, e Paolo Faenza a batteria, percussioni, vibrafono ed effetti.

La presenza di un vero e proprio "muro" di tastiere, combinato con gli strappi aggressivi della chitarra elettrica e gli interventi del vibrafono, creava un suono denso, nevrotico e continuamente cangiante.

Dedicato a Frazz (1973): Un viaggio drammatico in sette tracce

L'album si snoda attraverso sette brani concatenati che compongono un affresco musicale cupo e teatrale:

La bottega del rigattiere e Luna Park: L'attacco è bruciante. I continui cambi di tempo e gli intrecci tra sintetizzatori e chitarra elettrica introducono una voce graffiante e disperata, capace di passare da sussurri sognanti a esplosioni rabbiose.

Uno zoo di vetro e Per una strada affolata: Episodi in cui la band dimostra una sensibilità compositiva matura, dove momenti d'atmosfera dominati dalla chitarra a 12 corde e dal pianoforte sfociano in ritmiche serratissime e fughe di organo dal sapore classico.

Dietro una porta di carta, Frazz e Clown: Il cuore e il finale del disco. Tra l'uso del vibrafono, gli effetti sonori e l'intreccio vocale, i Semiramis mettono in scena la paranoia e la solitudine dell'essere umano, toccando il vertice con la title-track e la drammatica chiusura di Clown.

Un'eredità immortale del prog italiano

Subito dopo la pubblicazione del disco e qualche esibizione dal vivo nei festival dell'epoca, le strade dei musicisti si separarono (con Michele Zarrillo e Giampiero Artegiani destinati a percorsi di relativo successo nella musica d'autore pop).

Tuttavia, "Dedicato a Frazz" dei Semiramis rimane una meteora incandescente: un disco di pura avanguardia e passione giovanile che ancora oggi lascia a bocca aperta gli appassionati di tutto il mondo.

Un Primo Ascolto: Quì


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