Se cercate intrecci chitarristici raffinati, tastiere avvolgenti dal retrogusto spaziale e strutture mai concitate, i Memoriance rappresentano uno dei segreti meglio custoditi d'oltralpe.
Rubrica Storie delle prog band minori: Memoriance
Nel 1976, mentre la scena progressive europea iniziava a subire i primi colpi di coda del cambiamento discografico, una formazione formatasi sulle coste della Normandia dà alle stampe per la Eurodisc un LP di rara bellezza: "Et Après...". Quella band si chiamava Memoriance e il loro album d'esordio è oggi ricordato come un capolavoro di equilibrio, eleganza e romanticismo sinfonico.
Capaci di sposare il pathos teatrale tipico dei gruppi transalpini con le trame malinconiche alla Steve Hackett ed echi spaziali in stile Pink Floyd, i Memoriance hanno creato un sound morbido, avvolgente e stratificato.
Intrecci chitarristici e cattedrali di tastiere
La cifra stilistica dei Memoriance poggiava su un'intesa strumentale priva di virtuosismi da sfoggio. La formazione dell'esordio vedeva Jean-François Périer alle tastiere e voce, Didier Guillaumat alla chitarra solista e voce, Jean-Pierre Boulais alla chitarra ritmica e voce, Michel Aze al basso e Didier Busson alla batteria.
Il lavoro delle due chitarre (una costante presenza di arpeggi acustici e assoli lirici dai lunghi sustain) si combinava a meraviglia con il pianoforte e i sintetizzatori di Périer. Le parti vocali, cantate in francese con discrezione e tonalità suggestive, non prevaricavano mai la musica, ponendosi come un ulteriore elemento di atmosfera all'interno della trama orchestrale.
Et Après... (1976): Tra paesaggi pastorali e romanticismo
L'album Et Après... si sviluppa attraverso quattro composizioni di ampio respiro, ricche di variazioni timbriche e sfumature dinamiche:
Je Ne Sais Plus: L'apertura del disco definisce subito le coordinate sonore della band. Un arpeggio malinconico introduce un tema melodico guidato dalla chitarra e sorretto da un basso profondo e pulsante, per poi evolversi in aperture d'organo e synth di stampo squisitamente sinfonico.
La Grange Mémoriance: Un brano straordinario per costruzione, dove gli arpeggi acustici dal sapore pastorale sfociano in dinamiche sinfoniche di ampio respiro. La sensibilità lirica della chitarra richiama da vicino le atmosfere di dischi come Wind & Wuthering o le produzioni dei francesi Carpe Diem.
Et Après... e Tracsir: La seconda facciata contiene la suite che da il titolo all'album e il brano di chiusura. Tra cambi di ritmo fluidi, momenti di distensione psichedelica ed esplosioni melodiche, la band dimostra una maturità compositiva notevole, mantenendo sempre un tono poeticamente trattenuto e mai sguaiato.
Un percorso unico nel prog d'Oltralpe
A differenza di molte band meteora, i Memoriance riuscirono a dare un seguito al proprio debutto, pubblicando qualche anno dopo (nel 1979) l'ambizioso concept album "L'Écume des Jours", ispirato all'omonimo romanzo di Boris Vian. Ciononostante, è proprio la freschezza sognante del primo disco, Et Après..., a rimanere impressa a fuoco nel cuore dei collezionisti.
I Memoriance rimangono la testimonianza di come il prog francese sapesse volare alto anche nelle sue declinazioni più delicate, regalandoci una musica che continua ad affascinare a distanza di decenni.
Un Primo Ascolto: Quì
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