Dalla poesia intimista degli Easter Island ci spostiamo in
New Jersey per incontrare una band che rappresenta il punto d'arrivo assoluto
del virtuosismo, della complessità e della precisione tecnica nel prog
americano: i Mirthrandir.
Se c'è un gruppo statunitense che ha preso le geometrie dei
Gentle Giant e la maestosità sinfonica degli Yes per spingerle oltre ogni limite
di incastro e arrangiamento, quello è proprio il sestetto dei Mirthrandir.
Rubrica Storie delle prog band minori: Mirthrandir
Nel 1976, mentre negli Stati Uniti le radio venivano invase
dalle prime avvisaglie del rock radiofonico AOR e dalla disco, una giovanissima
formazione del New Jersey dette alle stampe in totale indipendenza un album
destinato a far tremare i polsi a qualsiasi musicista per complessità e perizia
tecnica. Il gruppo si chiamava Mirthrandir (chiaro omaggio, pur con una lieve
variazione ortografica, al Gandalf di J.R.R. Tolkien, Mithrandir) e il loro
unico lavoro, "For You the Old Women", è una vera e propria meteora di
puro ed esaltante prog sinfonico.
Un disco incredibilmente ambizioso, ricco di cambi di tempo
vertiginosi, fughe polifoniche e un utilizzo geniale dei fiati all'interno
della struttura rock.
Una macchina da guerra tecnica tra fiati e tastiere
I Mirthrandir potevano contare su un organico numeroso e
straordinariamente preparato dal punto di vista formale: Simon Gannet alle
tastiere (Mellotron, Moog, organo, pianoforte), Richard Excellente alle chitarre, John Vislocky alla voce, tromba e trombone, Robert Arace alla
batteria, Alexander Romanelli alla chitarra e James Miller al basso e al flauto.
Ciò che distingueva i Mirthrandir da molte altre band
dell'epoca era proprio l'integrazione perfetta della sezione fiati (tromba,
trombone e flauto) nel tessuto sinfonico: invece di limitarsi a semplici assoli o
riempitivi, i fiati disegnavano complesse fughe contrappuntistiche insieme alle
tastiere e alle chitarre, creando una sonorità ricca, brillante e densissima.
For You the Old Women (1976): Labirinti sonori e pura energia
L'album "For You the Old Women" è composto da cinque tracce in cui
non c'è un solo secondo di banalità o di riempitivo:
For You the Old Women: La
title-track d'apertura mette subito in chiaro le intenzioni della band: un
attacco folgorante guidato da riff incrociati di chitarra e synth, ritmiche
dispari serratissime e continui cambi di atmosfera.
Conversation With Personality: Un
brano che mostra la chiara influenza dei Gentle Giant nella gestione dei
controcanti e dei continui incastri timbrici. Il dialogo tra il flauto, la
tromba e l'organo Hammond crea un vortice sonoro di rara precisione matematica.
Light of the Candle:
Un'ampia composizione in cui la band dimostra di saper alternare al virtuosismo
più sfrenato anche momenti di grande respiro melodico e sinfonico, sorretti da
tappeti di Mellotron e da una prestazione vocale espressiva e d'impatto.
Number Six e For Four: Gli episodi che chiudono il disco, dove le trame di chitarra
di Romanelli e i sintetizzatori di Gannet toccano vertici di dinamica pazzeschi,
sorretti da una sezione ritmica capace di cambiare tempo e metro con una
naturalezza disarmante.
Il destino di una stella cometa
Realizzato con enormi sforzi finanziari personali e
distribuito in tiratura limitata per la propria etichetta Foxtrot Records, "For
You the Old Women" non trovò il supporto delle grandi major, incapaci di comprendere
e commercializzare una musica così complessa. La band si sciolse poco dopo,
lasciando questo singolo album come testimonianza del proprio passaggio.
Nonostante ciò, Mirthrandir rimane un nome reverenziale tra
gli amanti del prog degli anni '70: un disco monumentale, dinamico ed esuberante, che
dimostra fino a che punto si potesse spingere l'ambizione musicale della
gioventù americana dell'epoca.
Un primo ascolto: Quì
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