lunedì 7 settembre 2026

Rubrica: Brevi Storie delle prog band minori (Capitolo VI°) Part. IV° (US) Mirthrandir

Cover album For You The Old Women -  Mirthrandir 1976

Dalla poesia intimista degli Easter Island ci spostiamo in New Jersey per incontrare una band che rappresenta il punto d'arrivo assoluto del virtuosismo, della complessità e della precisione tecnica nel prog americano: i Mirthrandir.

 Se c'è un gruppo statunitense che ha preso le geometrie dei Gentle Giant e la maestosità sinfonica degli Yes per spingerle oltre ogni limite di incastro e arrangiamento, quello è proprio il sestetto dei Mirthrandir.

Rubrica Storie delle prog band minori: Mirthrandir

 Nel 1976, mentre negli Stati Uniti le radio venivano invase dalle prime avvisaglie del rock radiofonico AOR e dalla disco, una giovanissima formazione del New Jersey dette alle stampe in totale indipendenza un album destinato a far tremare i polsi a qualsiasi musicista per complessità e perizia tecnica. Il gruppo si chiamava Mirthrandir (chiaro omaggio, pur con una lieve variazione ortografica, al Gandalf di J.R.R. Tolkien, Mithrandir) e il loro unico lavoro, "For You the Old Women", è una vera e propria meteora di puro ed esaltante prog sinfonico.

 Un disco incredibilmente ambizioso, ricco di cambi di tempo vertiginosi, fughe polifoniche e un utilizzo geniale dei fiati all'interno della struttura rock.

 Una macchina da guerra tecnica tra fiati e tastiere

 I Mirthrandir potevano contare su un organico numeroso e straordinariamente preparato dal punto di vista formale: Simon Gannet alle tastiere (Mellotron, Moog, organo, pianoforte), Richard Excellente alle chitarre, John Vislocky alla voce, tromba e trombone, Robert Arace alla batteria, Alexander Romanelli alla chitarra e James Miller al basso e al flauto.

 Ciò che distingueva i Mirthrandir da molte altre band dell'epoca era proprio l'integrazione perfetta della sezione fiati (tromba, trombone e flauto) nel tessuto sinfonico: invece di limitarsi a semplici assoli o riempitivi, i fiati disegnavano complesse fughe contrappuntistiche insieme alle tastiere e alle chitarre, creando una sonorità ricca, brillante e densissima.

 For You the Old  Women (1976): Labirinti sonori e pura energia

 L'album "For You the Old Women" è composto da cinque tracce in cui non c'è un solo secondo di banalità o di riempitivo:

 For You the Old Women: La title-track d'apertura mette subito in chiaro le intenzioni della band: un attacco folgorante guidato da riff incrociati di chitarra e synth, ritmiche dispari serratissime e continui cambi di atmosfera.

Conversation With Personality: Un brano che mostra la chiara influenza dei Gentle Giant nella gestione dei controcanti e dei continui incastri timbrici. Il dialogo tra il flauto, la tromba e l'organo Hammond crea un vortice sonoro di rara precisione matematica.

Light of the Candle: Un'ampia composizione in cui la band dimostra di saper alternare al virtuosismo più sfrenato anche momenti di grande respiro melodico e sinfonico, sorretti da tappeti di Mellotron e da una prestazione vocale espressiva e d'impatto.

 Number Six e For Four: Gli episodi che chiudono il disco, dove le trame di chitarra di Romanelli e i sintetizzatori di Gannet toccano vertici di dinamica pazzeschi, sorretti da una sezione ritmica capace di cambiare tempo e metro con una naturalezza disarmante.

 Il destino di una stella cometa

 Realizzato con enormi sforzi finanziari personali e distribuito in tiratura limitata per la propria etichetta Foxtrot Records, "For You the Old Women" non trovò il supporto delle grandi major, incapaci di comprendere e commercializzare una musica così complessa. La band si sciolse poco dopo, lasciando questo singolo album come testimonianza del proprio passaggio.

 Nonostante ciò, Mirthrandir rimane un nome reverenziale tra gli amanti del prog degli anni '70: un disco monumentale, dinamico ed esuberante, che dimostra fino a che punto si potesse spingere l'ambizione musicale della gioventù americana dell'epoca.

Un primo ascolto: Quì

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