Rubrica Storie delle prog band minori: Corte dei Miracoli
Per questa tappa dedicata al prog italiano è d'obbligo fare un'eccezione alla regola: aggiungere un contenuto bonus speciale dedicato a una band che si lega in maniera viscerale e perfetta alle altre cinque protagoniste della selezione. Parliamo della Corte dei Miracoli, formazione ligure che nel 1976 diede alle stampe per la GDM il suo omonimo capolavoro d'esordio, firmando una delle testimonianze più eleganti e travolgenti dell'intero panorama nazionale.
Con un suono dominato da un virtuosismo mai fine a sé stesso e un doppio intreccio di tastiere da capogiro, il gruppo rappresenta il coronamento ideale di questo viaggio nel prog nostrano.
Il marchio di fabbrica: Doppie tastiere e dinamismo lirico
La caratteristica distintiva della Corte dei Miracoli risiede nella presenza di ben due tastieristi di formazione classica, capaci di creare una muraglia sonora imponente e raffinata. La lineup vedeva Graziano Zippo alla voce solista, Alessio Feltri e Riccardo Zegna alle tastiere, Gabriele Siri al basso e Flavio Scogna alla batteria e percussioni (con la partecipazione speciale di Vittorio De Scalzi dei New Trolls alla chitarra nel primo brano e al missaggio).
L'assenza di una chitarra di ruolo nella formazione base viene brillantemente compensata dal dialogo perenne tra pianoforte, organo Hammond e sintetizzatori, sostenuti da una sezione ritmica rocciosa e dalla voce drammatica e potente di Zippo.
Corte dei Miracoli (1976): Un capolavoro di equilibrio sinfonico
L'album del 1976 si sviluppa in cinque traccia-capolavoro per oltre 41 minuti di pura estasi progressiva:
...E Verrà L'Uomo e Verso Il Sole: L'inizio è folgorante. Tra contrappunti di tastiera, stacchi ritmici complessi e la chitarra di De Scalzi ad impreziosire l'apertura, la band mostra subito la capacità di unire la potenza del rock sinfonico a una vena melodica genuinamente italiana.
Una Storia Fiabesca e Il Rituale Notturno: Episodi in cui la poetica del gruppo si fa più scura ed evocativa. Tra arpeggi di pianoforte, fughe d'organo dal sapore barocco e un basso pulsante, la musica evoca scenari d'altri tempi.
I Due Amanti: La suite finale di oltre 13 minuti rappresenta il vertice espressivo del disco. Un lungo viaggio sonoro ricco di variazioni di tempo, crescendo drammatici e momenti di sospensione lirica che confermano la straordinaria maturità della band.
Il capitolo ritrovato: Dimensione Onirica (1992)
A dimostrazione della straordinaria vena creativa di questa formazione, nel 1992 l'etichetta Mellow Records ha recuperato e pubblicato "Dimensione Onirica".
Sebbene sia venuto alla luce nei primi anni '90, il materiale contenuto nel disco è stato interamente concepito e registrato nella metà degli anni '70, prima dello scioglimento della band. Si tratta di un album che racchiude registrazioni d'epoca e brani inediti che confermano la dimensione sognante, complessa e fiabesca del gruppo, regalando ai collezionisti un ulteriore tassello di inestimabile valore.
La Corte dei Miracoli rimane così la perfetta ciliegina sulla torta di questo capitolo italiano: un miracolo sonoro che merita un posto d'onore tra le grandi opere del rock progressivo.
Un Primo ascolto: Quì
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