Chiudiamo questa decima cinquina ad altissimo livello volando in Sud America con i brasiliani Terreno Baldio, autori di un esordio folgorante che rappresenta una delle vette assolute del prog latinoamericano.
Rubrica: Storie delle prog band minori: Terreno Baldio
Nel panorama sudamericano degli anni '70, il Brasile ha saputo regalare perle di rara bellezza, fondendo la complessità del prog europeo con il calore e la spinta ritmica della propria tradizione. Tra le realtà più fulgide di quella stagione spiccano senza dubbio i Terreno Baldio. Formatisi a San Paolo, pubblicano nel 1976 il loro album d'esordio omonimo: una vera e propria esplosione di creatività che deve molto alle sonorità dei Gentle Giant, pur mantenendo un'identità unica, teatrale e profondamente brasiliana.
Un disco intenso, tecnico e sognante, diventato nel tempo un capolavoro imprescindibile per gli amanti del settore.
Architetture poliritmiche e teatralità
La forza dei Terreno Baldio risiede nell'incredibile intesa tra i musicisti, capaci di intrecciare incastri ritmici complessi, armonie vocali sofisticate e un grande lirismo strumentale. La formazione originale vedeva João "Fusa" Kurk alle voci e percussioni, Mozart Mello alle chitarre elettriche e acustiche, Roberto Lazzarini al maestoso parco tastiere (pianoforte, piani elettrici Hohner e RMI, organi Yamaha e Hammond, synth Mini-Moog ed Elka String, fino allo xilofono), João Ascenção al basso e Joaquim Correia a batteria e percussioni.
L'uso sapiente del Mini-Moog e dei piani elettrici da parte di Lazzarini, affiancato dai graffi di chitarra di Mello e dalla voce espressiva e drammatica di "Fusa", regala un sound ricco di sfumature imprevedibili.
Terreno Baldio (1976): Un esordio di pura classe
I circa 36 minuti del vinile originale si snodano attraverso otto composizioni di rara maestria:
I classici: Brani come Pássaro Azul, Loucuras De Amor e la sognante Despertas mettono in luce continui cambi di tempo e intrecci strumentali raffinati.
Tensioni e poesia: Àgua Que Corre, A Volta e la brevissima Quando As Coisas Ganham Vida preparano il terreno ai momenti più complessi del disco, come la suite Este É O Lugar (oltre sette minuti di pura estasi prog) e la finale e drammatica Grite.
La versione in inglese (1992) e il secondo capitolo
Dopo questo folgorante debutto, la band darà alle stampe nel 1977 un ottimo secondo lavoro incentrato sul folklore locale, "Além Das Lendas Brasileiras", prima di sciogliersi.
Tuttavia, la storia dell'esordio dei Terreno Baldio riservava ancora una grande sorpresa. Nel 1992 è stata finalmente pubblicata la versione in inglese dell'album omonimo (registrata originariamente all'epoca per tentare lo sbocco sul mercato internazionale ma rimasta negli archivi).
Con una scaletta rivista nei titoli Elder Mirror (bonus) The Place, Running Water, Scream, The Return, Blue Bird, The Sea And The Love, When The Things Becomes Alive, Awakening e Aqueleo (secondo bonus dell'album con il contributo al violino di Cassio Poletto), questa riedizione dimostra come la loro musica possedesse una statura internazionale capace di travalicare ogni barriera linguistica.
Un tassello fondamentale per il prog mondiale
Che lo si ascolti nella calda veste portoghese del 1976 o nella rilettura inglese del 1992, l'esordio dei Terreno Baldio rimane una testimonianza cristallina di talento pura, degna chiusura per un capitolo internazionale memorabile.
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