giovedì 15 ottobre 2026

Rubrica: Brevi Storie delle prog band minori (Capitolo X°) Part. IV° (Indonesia) Abbhama

 

Cover album Alam Raya - Abbhama 1978

Dagli Stati Uniti ci spostiamo in Asia per scoprire una delle perle più esotiche, affascinanti e inaspettate dell'intera storia del rock progressivo asiatico: gli indonesiani Abbhama e il loro capolavoro del 1978, "Alam Raya".

Rubrica: Storie delle prog band minori: Abbhama

Nella seconda metà degli anni '70, l'Indonesia fu teatro di una vivacissima e sommersa scena progressive, capace di assimilare la lezione dei grandi maestri europei rielaborandola con una sensibilità melodica e timbrica del tutto unica. Tra le varie formazioni emerse da quel fertile panorama, gli Abbhama spiccano per raffinatezza e ambizione. Pubblicato nel 1978, "Alam Raya" rappresenta una sintesi perfetta tra rock sinfonico classico, orchestrazioni da camera e suggestioni pop-folk locali.

Un album caleidoscopico, morbido ed elegante, dove la complessità degli arrangiamenti va di pari passo con linee melodiche memorabili ed esotiche.

Orchestrazioni da camera ed eleganza esotica

A rendere unico il sound degli Abbhama è la ricchissima dotazione di strumenti a fiato e tastiere, che dona alle composizioni un tocco quasi classico ed orchestrale. La lineup vedeva Iwan Madjid a voce solista e pianoforte, Cok B. alla chitarra, Oni alle tastiere, Dharma a flauto e clarinetto, Hendro all'oboe, Darwin B Rachman al basso e tastiere, e Robin Mangunsong a batteria e percussioni.

L'apporto di oboe, flauto e clarinetto intrecciati al pianoforte di Iwan Madjid regala al disco un sapore sinfonico-pastorale di rara delicatezza, sorretto da un cantato in lingua madre che aggiunge un fascino misterioso e suggestivo.

Alam Raya (1978): Un affresco sinfonico nel cuore dell'Asia

Il disco si sviluppa attraverso dieci tracce fluide e prive di cadute di stile per oltre 44 minuti di musica:

Kembali, Asmara e Alam Raya: L'inizio con Kembali introduce subito l'ascoltatore in un prog sinfonico luminoso e ritmato. Seguono la delicata e lirica Asmara e la title-track Alam Raya, un concentrato di romanticismo dove pianoforte, flauto e voce tracciano melodie d'inestimabile bellezza.

Karam, Keriadaan Yang Ada e Terlenia: La parte centrale del vinile offre momenti di grande atmosfera. Karam e Keriadaan Yang Ada mettono in mostra la maturità negli arrangiamenti dei fiati, mentre l'inedita parentesi strumentale di Terlenia regala sospensioni sognanti che ricordano da vicino i momenti più poetici di Camel e Premiata Forneria Marconi.

Air, Malam, Indonesia e Ibu: La seconda metà tocca vertici espressivi altissimi con i quasi otto minuti di Indonesia, una mini-suite patriottica e complessa ricca di cambi di tempo e crescendo sinfonici, fino alla commovente chiusura affidata a Ibu.

Un tesoro sommerso da riscoprire

Nonostante la qualità eccelsa delle composizioni e il talento dei singoli musicisti, gli Abbhama non ebbero modo di dare un seguito a questa pubblicazione, e l'album rimase per decenni quasi introvabile al di fuori del circuito di collezionisti asiatici.

Grazie alle successive ristampe e alla riscoperta del prog del Sud-est asiatico, "Alam Raya"degli Abbhama si rivela oggi un autentico capolavoro: una gemma preziosa che dimostra come il linguaggio del rock progressivo non conoscesse davvero confini geografici.

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