martedì 6 ottobre 2026

Rubrica: Brevi Storie delle prog band minori (Capitolo IX°) Part. IV° (Germania) Minotaurus

 

Cover album Fly Away - Minotaurus 1978

Dal romanticismo genesisiano dei Neuschwanstein ci immergiamo ora nelle atmosfere più ombrose, mitologiche ed epiche del prog teutonico di fine anni '70. La quarta tappa della nostra cinquina tedesca ci porta a scoprire i Minotaurus e il loro unico, affascinante album d'esordio del 1978: "Fly Away".

Rubrica: Storie delle prog band minori: Minotaurus

Nel 1978, una formazione proveniente dalla Renania Settentrionale-Vestfalia decide di consegnare alla storia del rock progressivo un'opera dal sapore cupo, teatrale e fortemente suggestivo. I Minotaurus danno alle stampe l'album "Fly Away", un lavoro autofinanziato e autoprodotto diventato negli anni un vero e proprio oggetto di culto per i collezionisti di rarità teutoniche.

In questo LP si intrecciano riff di chitarra d'impostazione folk-hard rock, tappeti di tastiere calde ed evocative e una linea vocale teatrale e drammatica.

Corde intrecciate e declamazioni epiche

A differenza di molti gruppi del periodo dominati esclusivamente dai sintetizzatori, il sound dei Minotaurus basa gran parte della propria forza sull'intreccio di due chitarre e su una sezione ritmica quadrata ed espressiva. La line-up vedeva Michael Helsberg alle chitarre, Ludger "Lucky" Hofstetter alle chitarre, Ulli Poetschulat alla batteria, Bernd Maciej al basso, Peter Scheu alla voce solista e Dietmar Barzen alle tastiere.

Il cantato di Peter Scheu, caratterizzato da un timbro profondo e declamatorio, dona ai brani una forte connotazione narrativa, quasi fiabesca e teatrale, sorretta dalle trame d'organo di Barzen e dai continui botta e risposta tra le chitarre di Helsberg e Hofstetter.

Fly Away (1978): Tra oscurità, melodia e suite epiche

L'album si sviluppa lungo sette tracce per oltre 42 minuti di viaggio sonoro:

7117 e Your Dream: L'apertura con 7117 mostra subito la personalità del gruppo: un brano introspettivo guidato da arpeggi acustici, organo e improvvise accelerate rock. Your Dream prosegue su ritmi sognanti ma malinconici, mettendo in risalto la profonda espressività vocale di Scheu.

Lonely Seas e Highway: Due tracce più immediate e snelle. Lonely Seas regala atmosfere intimiste ed eteree, mentre Highway punta su un groove più ruvido e dinamico in cui le chitarre elettriche prendono il sopravvento.

Fly Away, The Day the Earth Will Die e Sunflowers: La suite Fly Away, con i suoi oltre tredici minuti, rappresenta il vertice assoluto dell'opera. Un lungo affresco sonoro ricco di cambi di tempo, assoli di chitarra ispirati, pause liriche ed esplosioni strumentali. Il disco si avvia alla fine con la visione apocalittica di The Day the Earth Will Die e si chiude con la delicata Sunflowers.

Un'unica impronta nel labirinto del prog

Proprio come la creatura mitologica da cui hanno preso il nome, i Minotaurus sono rimasti avvolti nel mistero e nella leggenda: l'assenza di un supporto discografico importante e la scarsa distribuzione dell'epoca portarono la band a sciogliersi poco dopo l'uscita dell'album.

"Fly Away" rimane un piccolo gioiello nascosto del prog tedesco di fine anni '70: un album affascinante, genuino e malinconico che merita senza dubbio di essere riscoperto.

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