Steve Hackett & Steve Rothery
Quando il Cerchio si Chiude: "The Roaring Waves" e la Profezia di Genesis-Marillion
Nel 2008, quando ho concepito questo blog e ho deciso di unire nel nome Genesis e Marillion, nella mia mente non c’era solo la celebrazione di due delle band più straordinarie della storia della musica. C’era un’idea precisa, una visione: raccontare un filo rosso invisibile ma indistruttibile. Quello che lega il rock progressivo classico e teatrale degli anni '70 alla sua rinascita emotiva e moderna, il neo-prog, capace di traghettare quel fuoco sacro fino ai giorni nostri.
Per anni, quel trattino tra i due nomi ha rappresentato un ponte ideale. Oggi, a distanza di tanto tempo, quel ponte è diventato solido, di pietra e corde di chitarra.
Questo prossimo agosto accadrà qualcosa che va oltre la semplice collaborazione: uscirà un intero album a quattro mani firmato da Steve Hackett e Steve Rothery, intitolato The Roaring Waves. Non un’apparizione fugace in un brano altrui, ma un progetto comune, un manifesto sonoro. Per questo blog, e per chi lo legge, è la chiusura di un cerchio perfetto. È la conferma che quell’intuizione nata anni fa non era solo un accostamento suggestivo, ma una verità storica latente.
I Genesis e l'Ambiziosa Architettura del Sogno
Per capire l'impatto di questa unione, bisogna fare un passo indietro e tornare alle radici della nostra passione. I Genesis degli anni '70 hanno ridefinito i confini di ciò che la musica rock poteva osare. Non si trattava solo di canzoni, ma di vere e proprie suite d'avanguardia, dove la musica classica, il folk pastorale inglese e la teatralità più spinta si fondevano in un unico corpo.
L'approccio geometrico e sognante: Brani come Supper's Ready o Firth of Fifth hanno ridefinito il concetto di struttura musicale.
Il tocco di Steve Hackett: Con il suo uso pionieristico del tapping e dell'archetto, Hackett non cercava il virtuosismo fine a se stesso, ma dipingeva affreschi sonori. La sua chitarra era una voce narrante, capace di evocare castelli incantati o brughiere nebbiose.
I Genesis hanno dato al progressivo la sua dignità accademica e la sua massima ambizione concettuale, lasciando un'eredità che sembrava troppo pesante per essere raccolta.
I Marillion e la Scintilla del Neo-Prog: Nuova Linfa al Genere
Quando gli anni '80 arrivarono con la loro ondata synth-pop e l'immediatezza della new wave, molti decretarono la morte del prog. Ma la musica che ha un'anima non muore: si rigenera. È qui che entrano in gioco i Marillion.
Lungi dall'essere semplici cloni, i Marillion hanno preso il testimone dei Genesis e lo hanno immerso in un bagno di emotività moderna, urgenza lirica e sonorità taglienti. Hanno dimostrato che il progressive poteva ancora graffiare, commuovere e, soprattutto, rinnovarsi.
Il lirismo di Steve Rothery: Se Hackett è il pittore delle atmosfere, Rothery è il custode della melodia straziante. I suoi assoli (basti pensare a Easter o Sugar Mice) sono lezioni magistrali di espressività: ogni nota pesa come un macigno, ogni bending tocca una corda dell'anima.
I Marillion non hanno solo tenuto in vita il genere; lo hanno traghettato verso il futuro, esplorando nei decenni successivi - e fino ai giorni nostri - territori sempre più intimi, rock e sperimentali.
"The Roaring Waves": l'Incontro dei due Steve
L'annuncio di The Roaring Waves per il prossimo mese di agosto non è quindi un evento di cronaca musicale come gli altri. È un evento epocale. Vedere i due architetti sonori di Genesis e Marillion unire le forze per un intero album significa assistere all'abbraccio definitivo tra due ere geologiche del prog.
Cosa dobbiamo aspettarci da questo incontro al vertice?
Da un lato, la ricerca timbrica, il gusto per l'antico e l'onirico di Hackett; dall'altro, il suono cristallino, avvolgente e malinconico di Rothery. Le loro chitarre non si sfideranno in un duello di velocità, ma dialogheranno, intrecciando le onde di quel mare sonoro che dà il titolo all'album.
Orgoglio Progressivo: Dal 2008 a Oggi
Quando nel 2008 ho battezzato questo spazio genesis-marillion, volevo proprio questo: dimostrare che il rock progressivo non è un fossile da museo, ma un fiume in piena che continua a scorrere.
The Roaring Waves sembra quasi voler firmare e suggellare il manifesto programmatico di questo blog. La musica dei Genesis e dei Marillion ha condiviso la stessa ambizione: non accontentarsi del già sentito, elevare l'ascoltatore, trasformare un album in un viaggio.
Ad agosto le onde di Hackett e Rothery si infrangeranno sui nostri giradischi e sui nostri lettori. E noi saremo qui, come sempre, pronti a lasciarci travolgere, fieri di aver visto lungo quando tutto questo era solo un bellissimo sogno nel nome del progressive.
Un primo ascolto (official video) Quì
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