The Tangent: Il coraggio e la visione di un progressive contemporaneo
I The Tangent, capitanati dall'instancabile e geniale Andy Tillison, tornano a far parlare di sé con un'opera ambiziosa e imponente intitolata "Was". Il gruppo britannico, ormai solido punto di riferimento del progressive rock contemporaneo, si cimenta qui in un doppio album che unisce sapientemente la tradizione Canterbury, il prog sinfonico, le venature fusion e quell'ironia concettuale tipicamente britannica che da sempre contraddistingue la loro cifra stilistica.
Breve Struttura dell'Album e Analisi Traccia per Traccia
L'opera si sviluppa su due dischi per una durata complessiva che supera i 100 minuti di musica strutturata, stratificata e fortemente dinamica.
CD 1 (Durata totale: 47:53)
Was (22:09)
Il disco si apre con la title track, una vera e propria suite di oltre ventidue minuti che rappresenta la quintessenza dello stile dei The Tangent. Assistiamo a passaggi di tastiera virtuosistici, a un intreccio continuo tra sax e chitarra, e a un testo critico e riflessivo sulla società moderna firmato da Tillison. La traccia alterna sapientemente momenti aggressivi a stacchi atmosferici e vagamente jazzati.
Follow the River (4:55)
Agendo da punto di equilibrio tra le due lunghe suite del primo disco, questo brano offre un’atmosfera più fluida e melodica. Con il suo ritmo incalzante e le linee di flauto avvolgenti, funge da perfetto raccordo emotivo.
Was Not (20:49)
Specchio ideale rispetto alla traccia d’apertura, "Was Not" chiude il primo CD proponendo una riflessione opposta. Musicalmente è un pezzo complesso e sfaccettato, dove il basso pulsante e la batteria mettono a dura prova la sezione ritmica, lasciando ampio spazio ad assoli articolati e a continue variazioni metriche.
CD 2: La Suite Ce qu’était (Durata totale: 52:56)
Il secondo disco si presenta come un’unica grande suite concettuale suddivisa in sei movimenti d'ispirazione teatrale e satirica:
Steak de chevreuil et Le Fermier (4:27): Un brano dinamico e serrato, guidato dalla chitarra e dai fiati, caratterizzato da uno spiccato senso del ritmo e da continui cambi di tempo.
Danse (8:19): Un movimento in cui emergono con forza le percussioni e l'intreccio poliritmico della band, sfociando in una danza progressiva contorta ed energica.
La Route côtière (9:36): Un brano evocativo e sognante, cesellato da splendide linee di flauto e tastiere atmosferiche che dipingono paesaggi sonori aperti.
Multi partisanisme (15:45): Il vero fulcro politico e filosofico del secondo disco. Una suite nella suite, densa di cambi di tempo, duelli serrati tra chitarra e synth, ed esplosioni sonore di rara intensità.
Laisses moi chanter (8:25): Un finale toccante e maestoso in cui le voci si sovrappongono a un arrangiamento sinfonico pieno, lasciando un’impronta memorabile al termine del viaggio d'ascolto.
Line up
La formazione vede protagonisti musicisti d'eccellenza del panorama prog internazionale:
Andy Tillison: tastiere, voce principale, testi
Luke Machin: chitarre, cori
John Jowitt: basso, cori
Theo Travis: sassofoni, flauti, strumenti a fiato
Steve Roberts: batteria, percussioni, gong
Rob Groucutt: tastiere, cori
Conclusione
"Was" si conferma un capitolo maturo e coraggioso nella discografia dei The Tangent. Andy Tillison e compagni dimostrano ancora una volta che il rock progressivo, nel panorama contemporaneo, non è un semplice esercizio di stile nostalgico, ma un linguaggio vivo, capace di raccontare il presente con ironia, perizia tecnica e sconfinata creatività. Un ascolto imprescindibile per tutti gli amanti del genere.
Un primo ascolto: Teaser Trailer Quì e Quì
Per l'acquisto: Quì

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