Perché parlarne su un blog di Progressive Rock?
A un primo sguardo superficiale, un progetto che riarrangia classici dell'heavy metal in chiave acustica potrebbe sembrare distante dai classici canoni del progressive rock. Tuttavia, il prog non è mai stato solo una questione di tempi dispari o synth imponenti: nella sua essenza più autentica, il progressive è attitudine, ricerca d'avanguardia, scomposizione e ricomposizione delle forme musicali.
In Late Ever After, il terzo capitolo discografico del progetto italo-britannico Driving Mrs Satan, la coppia artistica formata da Claudia Sorvillo e Giacomo Pedicini compie un’operazione squisitamente progressive: decontestualizzare il "canone" metal per svelarne la struttura intima, sovvertendone la dinamica sonora originale. Non ci troviamo di fronte a un semplice album di "cover acustiche", ma a un vero e proprio laboratorio di decontaminazione stilistica che incrocia folk, avant-garde, jazz d'atmosfera e alternative rock. Per chi ama l'evoluzione del rock moderno e le contaminazioni senza paraocchi, questo ascolto rappresenta una tappa d'avanguardia estremamente stimolante.
Breve descrizione: Late Ever After
L'Arte della Decostruzione
Prendere l'energia viscerale, i riff tonanti e la potenza d'urto dell'heavy metal e tradurli in una grammatica acustica intima e sofisticata è una sfida ambiziosa. Con Late Ever After, i Driving Mrs Satan confermano che la forza di una grande canzone risiede nella sua architettura melodica e armonica, a prescindere dal volume dei distillatori di distorsione.
Guidati dalla voce intensa e sfaccettata di Claudia Sorvillo e dall'eclettismo polistrumentale di Giacomo Pedicini, il gruppo italo-londinese porta a compimento un percorso di maturazione espressiva straordinario. Se nei primi lavori la curiosità del contrasto (metal vs acustico) era il motore principale, in Late Ever After la materia sonora è completamente interiorizzata. I brani originali diventano pura argilla nelle mani dei musicisti.
Tra Dark Folk, Umori Jazz e Pulsioni Alternative
Ciò che rende l'album affascinante per l'ascoltatore attento al rock progressivo e contemporaneo è la ricchezza degli arrangiamenti. Non c’è nulla di minimale o scontato nel modo in cui le chitarre acustiche, i contrabbassi, le percussioni leggere e le sfumature fiatistiche o tastieristiche si intrecciano.
Atmosfere Dark & Chamber Pop: La trame sonore evocano spesso paesaggi crepuscolari, vicini al dark folk europeo e al chamber rock più colto.
Tensioni Avant-Jazz: In diversi passaggi, la sezione ritmica e le soluzioni armoniche adottano la libertà del jazz d'avanguardia, creando dissonanze sottili e risoluzioni inaspettate.
L'Espressività Vocale: La voce di Claudia Sorvillo agisce come uno strumento guida, capace di passare da una delicatezza quasi ipnotica a interpretazioni drammatiche e teatrali, perfette per sorreggere l'impatto lirico tipico del genere metal.
Conclusione
Late Ever After è un disco coraggioso, elegante e profondamente intelligente. Dimostra come i confini tra i generi musicali siano ormai superati e come il rock, per continuare a definirsi "progressivo", debba saper guardare alle proprie radici da prospettive completamente inedite.
Un album consigliato a chiunque ami la ricerca sonora, gli arrangiamenti fuori dagli schemi e la capacità di trasformare la potenza dell'hard 'n' heavy in pura poesia acustica.
TRACKLIST
1) BREAKING ALL THE RULES - (03:39)
2) ACE OF SPADES - (03:43)
3) CREEPING DEATH - (04:14)
4) THE TROOPER - (03:50)
5) MOTORBREATH - (03:21)
6) LET THERE BE ROCK - (04:06)
7) HEAVEN AND HELL - (04:53)
8) ONLY THE GOOD DIE YOUNG - (03:48)

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